Prandelli e il caso Osvaldo «Ha sbagliato, resta a casa»

Firenze Il sole fiorentino concede un giorno di tregua in mezzo ad un maggio invernale, ma nel calcio italiano è sempre bufera. Prandelli inaugura un mese di lavoro tra Coverciano, amichevoli, qualificazione al Mondiale e Confederation Cup, con il caso Osvaldo. Il giallorosso non ha lasciato nello spogliatoio dell'Olimpico la polemica con Andreazzoli, anzi, l'ha riaccesa attraverso un tweet al curaro rivolto al tecnico della Roma e piombato nel mezzo della conferenza stampa del ct. Osvaldo ha dato dell'incapace ad Andrezzoli e lo ha invitato a festeggiare con i laziali la coppa Italia... «Non commento questa cosa - ha detto Prandelli -, di sicuro prima di decidere se convocarlo o meno, mi riservo di confrontarmi con i dirigenti della Roma. Quello che posso dire è che lo farò sapere in tempi brevi...». E infatti, in serata, il ct ha deciso di lasciare a casa Oscaldo, non solo per l'amichevole con San Marino (per la sfida in Repubblica Ceca era comunque squalificato), ma per tutta la Confederation Cup. Il codice etico azzurro non gli lasciava alternative, non tanto per le vicende interne alla Roma, ma soprattutto per la decisione dell'oriundo di disertare la premiazione della finale di coppa Italia.
L'altra questione, in qualche modo legata alla finale di coppa Italia, è la violenza. Prandelli con il consueto coraggio mira il bersaglio: «Siamo distanti dal modello a cui abbiamo assistito guardando la sfida Champions tra Bayern e Borussia. Per loro non ci sono ultime spiagge, guerre e quant'altro... Noi siamo fermi ai sassi ai pullman e alla violenza, che io metto sullo stesso piano del razzismo. La verità è che noi abbiamo difficoltà ad affrontare questo problema... Non abbiamo lo spirito giusto... Il calcio deve essere solo gioia, invece anche stavolta abbiamo visto immagini raccapriccianti».
C'è solo una data che picchia come un martello pneumatico nella testa del ct: il 7 giugno, qualificazione mondiale con la Repubblica Ceca. «L'ho detto subito ai giocatori, noi dobbiamo pensare solo a quel giorno e per arrivarci al meglio dobbiamo preparare quella partita fin da ora. Abbiamo tempo a disposizione, ma non voglio sentir parlare di Confederation...».
L'abbraccio a Gigi Riva è intenso: «Lo abbiamo convocato, dicendogli di ripensare alla sua decisione: questa è casa sua. Quello in Brasile potrebbe essere il suo decimo mondiale: dopo averglielo detto ho percepito uno spiraglio... Lui ha sorriso e per me in quel momento è stato sufficiente».
La Nazionale ha poteri taumaturgici: «Le tossine del campionato - afferma Prandelli - spariranno non appena i giocatori si metteranno la maglia, l'azzurro unisce». Poi su El Sharaway: «Può fare la seconda punta, ma anche l'esterno nel tridente». Emozionante, infine, la cerimonia in Palazzo Vecchio in cui il sindaco Renzi ha conferito la cittadinanza onoraria di Firenze a Cesare Prandelli.

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