Il Como per la storia, l'Inter per la gloria. Primo atto della semifinale di Coppa Italia, si gioca in riva al lago. Fabregas non nasconde di avere attentamente studiato il Bodo Glimt, anche se il suo calcio è molto diverso da quello di Knutsen, che tanto indigesto è stato ai nerazzurri. Sarà curioso vedere cosa di nuovo porterà dentro una sfida, che non bastasse il resto per lui ha anche il gusto della rivincita personale con Chivu, colui che siede sulla panchina da lui rifiutata la scorsa estate, e che 3 mesi fa a San Siro gli ha rifilato la sconfitta più dura del campionato (0-4). "Sappiamo che l'Inter è la squadra più forte, ma cercheremo di trovare i suoi punti deboli".
Torna titolare Paz: non era turnover ma punizione (per il ritardo a un pranzo di squadra) l'esclusione dai titolari nella partita vinta col Lecce, che ha rimesso il Como al quinto posto in classifica, in piena bagarre per un posto non solo in Europa, ma addirittura in Champions League. Ma vuoi mettere andare in finale di Coppa Italia, oltretutto eliminando la probabile vincitrice del campionato? Per la storia, appunto. Perché a oggi il Como ha solo eguagliato il traguardo della semifinale '76, quando venne poi eliminato da Napoli.
Più avvezzo al doppio impegno, ma per questo anche con un gruppo più stanco (finora l'Inter ha giocato 40 partite contro le 31 dei lariani), Chivu farà qualche doverosa rotazione, evitando però di schierare solo riserve, come fatto nel turno precedente contro il Torino. In qualche modo però per il tecnico sarà necessario tenere conto anche dell'imminente derby di campionato, che l'Inter proverà a vincere dopo 6 consecutivi tentativi falliti (4 sconfitte e 2 pareggi). Oltretutto, Chivu sa che il ritorno col Como si giocherà solo fra 50 giorni (stranezze del calendario, per non infirire) quando l'Inter potrebbe già essere aritmeticamente campione d'Italia e perciò libera di schierare tutti i migliori nel secondo atto di San Siro.
Con 2 soli attaccanti a disposizione, Chivu potrebbe anche schierarne solo 1 dall'inizio (nel caso, Esposito), lasciandosi un cambio per il secondo tempo.
In porta dovrebbe giocare Pep Martinez, già di fatto bocciato per il dopo Sommer, mentre gli altri titolari in panchina potrebbero essere Akanji, Barella e Dimarco, anche se si è visto col Bodo quando è rischioso rinunciare volontariamente al momento magico del suo piede sinistro.