La notte dopo il bronzo olimpico è lunga come un affitto da pagare. "La vita è dura", dice Adriano Lorello. Dura come mandare un figlio di 18 anni a vivere da solo a Trento, in piena emergenza Covid, per non lasciarlo fermo ad aspettare. Riccardo, suo figlio, l'altro ieri ha sorpreso tutti: bronzo olimpico nei 5.000 metri di pattinaggio di velocità sul ghiaccio, a casa sua, a Rho. Il padre era lì, nell'ovale, al lavoro come giudice internazionale. Emozioni che si accavallano, sacrifici che tornano a galla.
Adriano, ha dormito?
"Poco. Quando ripenso a tutto il percorso, faccio fatica a crederci. Io che divento giudice per seguirlo di più, l'affitto a Trento e lui da solo in periodo Covid. Cucinarsi, lavarsi, arrangiarsi. Siamo una famiglia di due impiegati: ogni euro pesava. Arrivare qui è tanto".
Quel bronzo è arrivato a casa. Quanto conta?
"Tantissimo. Rho è dove è cresciuto, dove io alleno ancora una squadra di rotelle. In estate lui si allena qui. È come se il cerchio si fosse chiuso".
Il trasferimento in Trentino è stato decisivo.
"A Milano non c'erano strutture sul ghiaccio. A Baselga di Pinè c'era la pista, l'ambiente giusto. Lui viveva lì. È stato un salto nel buio, ma necessario".
Il suo avvicinamento ai Giochi non è stato semplice.
"Sì. A settembre si è rotto un gomito, poi un'ernia al disco. Le prime gare non andavano, era giù. Poi la Coppa del Mondo: un'escalation. È arrivato alle Olimpiadi senza pressione".
Il suo idolo non è una star internazionale.
"Andrea Giovannini. Per lui è un fratello maggiore. L'ha preso sotto braccio, gli ha insegnato come stare a questo livello".
Che ragazzo è Riccardo fuori dalla pista?
"Un compagnone, posato, educato".
Quanto l'ha caricato l'oro della Lollobrigida?
"Sicuro, Francesca è un mito. Con Maurizio, suo papà, abbiamo corso insieme ed è stato il mio insegnante nei corsi da allenatore".
Riccardo ha sospeso l'università. Un rammarico?
"No. Studia servizi giuridici alla Bicocca, è solo una pausa. Le Olimpiadi sono adesso, lo studio può aspettare".
Insegnanti severi negli anni in cui cresceva?
"Purtroppo sì. Alcuni professori non capiscono le esigenze degli sportivi. È capitato che Richi tornasse da un campionato e il lunedì ci fosse il compito in classe. Non andrai mai da nessuna parte con quello sport' si è sentito dire spesso. E intanto lui continuava ad allenarsi".
La fidanzata Federica è pattinatrice?
"Si sono conosciuti a una gara nazionale. È laureata in giurisprudenza, vivono insieme a Milano".
E adesso?
"Forse farà i 10.000. Intanto ci godiamo questo bronzo. Ne è valsa la pena. Tutta".