Qatar, Mondiale 2022: comitato organizzatore accusato di sabotaggio

Altro scandalo legato ai Mondiali 2022 in programma in Qatar. Secondo il Sunday Times il comitato organizzatore qatarino avrebbe messo in piedi un sistema fraudolento per danneggiare le candidature di Stati Uniti e Australia

Dopo le accuse di corruzione e di sfruttamento della manodopera per la realizzazione degli impianti per i Mondiali 2022, ecco che sul Qatar piomba un'altra grana. Il Sunday Times ha annunciato di essere entrata in possesso di alcuni documenti che proverebbero il piano di sabotaggio messo in piedi dall'Emirato nei confronti delle candidature di Stati Uniti e Australia. Il tutto per essere sicuri di organizzare la Coppa del Mondo che, per la prima volta nella storia, si giocherà tra ottobre e novembre.

L'accusa è di quelle pesantissime. Il quotidiano britannico Sunday Times ha sganciato una notizia bomba: Australia e Stati Uniti sarebbero state vittima di un piano fraudolento messo in piedi dal comitato organizzativo qatarino, per screditarle agli occhi della Fifa al fine di convincere i delegati della Federazione calcistica mondiale ad affidare all'Emirato del Golfo l'organizzazione dela Coppa del Mondo 2022. Una strategia, quella perseguita dai qatarini, che avrebbe coinvolto un insieme di soggetti: giornali, blogger, agenzie di comunicazione e - pare - persino i servizi segreti, o meglio ex agenti della Cia. L'imbeccata sarebbe arrivata da una persona che ha fatto parte del comitato organizzatore qatarino, secondo il quale il Qatar avrebbe incaricato e pagato di nascosto l'agenzia americana di comunicazione Blj Worldwide per rovinare la reputazione degli altri due Paese che gli contendevano l'allestimento dei Mondiali di calcio, ovvero Australia e Stati Uniti. Per raggiungere lo scopo sarebbe stato fabbricato un falso dossier, vergato da un importante economista statunitense, per fare un elenco di tutti i mtivi per i quali la Coppa del Mondo, negli Stati Uniti, sarebbe stata un fallimento. Stessa cosa per l'Australia, della quale si sarebbero occupati alcuni ex uomini dei servizi americani attraverso un report di presunte voci negative da parte del mondo rugbystico, che in Oceania è molto forte e per questo capace di condizionare l'opinione pubblica e quindi anche i vari delegati della Fifa.

Con questa inchiesta, il Sunday Times ha scosso le acque. C'è chi vorrebbe che la Fifa rivedesse l'assegnazione del torneo. Una prospettiva che difficilmente si realizzerà. Finora le voci tutt'altro che infondate di corruzione e di sfruttamento della manodopora da parte del governo di Doha non hanno sortito alcun effetto se non un'ondata di indignazione a livello internazionale. Troppo poco per il Qatar, pronto tra quattro anni a prendersi la scena dell'evento mediatico più importante.

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