Rally, Sebastien Ogier è campione per la sesta volta consecutiva

Al pilota della Ford è bastato il quinto posto al Rally d’Australia per vincere il titolo, il mondiale costruttori è andato alla Toyota

Rally, Sebastien Ogier è campione per la sesta volta consecutiva

Sebastien Ogier ha vinto il titolo Wrc grazie ad un quinto posto finale, al termine di una stagione molto combattuta. Il Rally d’Australia è stato vinto da Jari-Matti Latvala (Toyota) che ha permesso alla casa nipponica, grazie anche al quarto posto dell’astro nascente Esapekka Lappi, di conquistare l’ambito titolo riservato ai costruttori.

La stagione del campionato mondiale Rally 2018 passerà di diritto alla storia come una delle più emozionanti ed incerte degli ultimi anni. Dopo dodici, tiratissimi, appuntamenti in giro per il mondo, in cui è successo di tutto tra incidenti, rimonte clamorose e colpi di scena, i piloti hanno fatto tappa nella terra dei canguri per le ultime 24 prove speciali sullo sterrato del Nuovo Galles del Sud.

Il penultimo appuntamento in terra spagnola, vinto sorprendentemente da sua maestà Sebastien Loeb (Citroen C3), aveva visto l’avvicendamento al vertice del campionato, per soli 3 punti, tra Sebastien Ogier (Ford Fiesta) e il belga Thierry Neuville (Hyundai i20), con l’estone Ott Tanak (Toyota Yaris) relegato a 23 lunghezze di ritardo dal transalpino, ma ancora in corsa. L’ultima volta in cui tre piloti sono arrivati a giocarsi il titolo all’ultima gara era il 2001, in quell’occasione l’iride andò, contro ogni pronostico, al compianto Richard Burns che ha approfittato dei ritiri del finlandese volante Tommi Makinen (ora al muretto della Toyota) e del funambolico, e anch’egli compianto, Colin McRae.

Che il Rally d’Australia sarebbe stato combattuto era prevedibile, per averne la certezza sono bastati i primi cinque chilometri dello shakedown, con i tre contendenti racchiusi in soli 3 decimi di secondo. Come da regolamento, ad aprire le danze in tutte le speciali del venerdì è stato il leader del mondiale. Ma sullo sterrato fare da “apripista” è uno svantaggio. Non a caso il francese, campione in carica, ha terminato le prime otto stage in settima posizione, staccato di quasi quaranta secondi dal leader provvisorio (Ostberg su Citroen C3). Considerando, però, il quinto posto incolore dell’alfiere della Toyota e, soprattutto, una foratura accusata dall’equipaggio belga (giunto soltanto decimo), quando era in lotta per la leadership, per il cinque volte campione del mondo le cose si stavano mettendo bene.

Ma nei rally non è mai detta l’ultima. Un imprevisto è sempre in agguato, come dimostra il trattore che Mikkelsen si è trovato pericolosamente davanti nella ps3, distraendolo e non poco visto che è finito in un fosso dopo pochi metri. Ogier e Ingrassia nella giornata di sabato si sono saggiamente limitati a marcare Neuville (ottavo) senza prendere rischi, chiudendo al termine della ps18 in sesta posizione, permettendo però al velocissimo Tanak di balzare indisturbato al comando delle operazioni, con ben 1’ e 45” sul francese, a sua volta staccato di 54” dal finlandese Lappi (quinto nella generale). Questo risultato ha permesso all’estone di rientrare in corsa per il mondiale, portandosi potenzialmente ad un solo punto da Ogier. Da segnalare un momento di terrore (a cui non si era più abituati) vissuto dall’incolpevole Neuville, quando ha sfiorato, a 125 km/h, due tifosi che si erano sdraiati sul ciglio della strada per immortalare il passaggio delle vetture.

Con il settimo posto occupato dalla seconda Ford di Elfyn Evans in versione “bodyguard”, ad Ogier sarebbe bastato non commettere errori, nelle sei speciali in programma domenica, per laurearsi campione per la sesta volta consecutiva. E così è stato. Il francese, che ha chiuso la generale al quinto posto, ha potuto festeggiare il titolo con due prove d’anticipo dato che sia Tanak che Neuville sono stati costretti al ritiro. La vittoria finale è andata ad un solido Latvala (Toyota) davanti al neozelandese Paddon (Hyundai) ed al norvegese Ostberg. La Toyota, nonostante il pesante ritiro di Ott ha potuto festeggiare il titolo costruttori battendo Hyunday e Ford.

Per Ogier e Ingrassia si tratta della sesta corona mondiale consecutiva vinta, la seconda su una Fiesta non più sviluppata ufficialmente dalla casa madre. Tanak è cresciuto parallelamente alla vettura, ed è stato autore di una seconda parte di stagione assolutamente positiva nella quale ha vinto più di tutti. Sull’esito finale hanno inciso gli ultimi tre rally buttati letteralmente via mentre era saldamente in testa, ma la competitività raggiunta della macchina lascia pensare che il prossimo anno potrebbe essere il favorito numero uno. Purtroppo per Neuville si tratta dell’ennesima delusione, il talentuoso pilota belga negli ultimi appuntamenti non è stato in grado di replicare il solido avvio di stagione subendo la rimonta di Ogier.

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