C'era una volta un principe che andò a trovare il re. Uno era Vittorio Emanule di Savoia, l'altro è Gustav Thoeni che un giorno, dopo i Mondiali di Sankt Moritz, si ritrovò, fuori dal suo hotel di Trafoi ai piedi dell'Ortles, un tifoso dal sangue blu.
Thoeni, come andò? Questa è una delle storie che si possono leggere nel suo secondo libro, "Una Scia nel Bianco". E pensare che passava per essere taciturno!
"Avevo delle cosette da raccontare: alcune non le sapevano nemmeno i miei famigliari. Però quando c'è da parlare, anche oggi lo lascio prima fare agli altri!".
C'è anche quel ballo in discoteca con Stenmark?
"Sì, è quella volta fu più timido lui".
Cortina la accoglie sotto una nevicata d'altri tempi e con un super ruolo da tedoforo: emozioni?
"Qui è bellissimo e stasera sarò il penultimo tedoforo prima dell'accensione del braciere. Per me un grandissimo onore poter correre quegli ultimi metri".
Si dice passerà la fiamma a Deborah Compagnoni o altre signore dello sci, invece il suo amico Gros è rimasto deluso.
"Non ho sentito Pierino. Mi spiace se ci son state incomprensioni. E le sorprese sono belle per questo: io posso solo parlare per me e dire che sono felice di portare ancora la Fiamma olimpica".
Domani sarà già tempo di gare, con la discesa di Bormio: come la vede?
"Le prove sono andate bene (ieri Casse 1°, ndr) e da dicembre sono in costante crescendo. Abbiamo veterani, ragazzi scafati e giovani come Franzoni che ha vinto gare importanti".
Una parola su Vonn.
"Lei è un caso particolare, dimostra soprattutto la voglia di rimettersi in gioco dopo anni fuori dal giro".
Come vede le ragazze?
"Federica Brignone ha fatto qualcosa di portentoso con questo recupero e conosce molto bene Cortina. Non dimentichiamoci Sofia Goggia. Laura Pirovano, pur sbagliando a Crans all'ultima porta, è pronta".
Questa valanga meriterebbe un film come quello girato su di voi?
"Sarebbe molto bello: noi eravamo i pionieri. Ora lo sci è cambiato moltissimo. Però, il loro film potrebbe avere due episodi. Oggi abbiamo sia una valanga azzurra, sia una rosa a tutti gli effetti".
Quali sono le sue medaglie di oggi?
"Sono fiero di tutto quello che ho vinto allora, ma oggi sono anche felice di questa vita, tutt'altro che noiosa! Ho 12 nipotini, la famiglia, l'albergo che stiamo ingrandendo. Li ho un sogno".
Quale?
"Allarghiamo l'ala dove avevo messo coppe, medaglie e pettorali: non ci saranno solo le mie cose, ma quelle di tutta la valanga azzurra. Spero venga bene. Do una mano anche io in cantiere: anzi appena torno da Cortina, mi rimetto al lavoro".
La sua epopea si racconta partendo dai successi: ma se dovesse raccontare una delusione...
"Ma, col tempo restano solo i ricordi belli!".
Forse perché lei ne ha tanti, ma non per tutti è così! Come sarebbe la sua storia al contrario?
"Allora, anche io ho un rimpianto. Innsbruck, 1976, l'Olimpiade. Nel gigante ero in testa ampiamente dopo la prima manche, ma scivolai e chiusi 4° dietro a Ingo per 26/100 dal podio".
È andata così...
"Ed è passata tanta acqua lungo il fiume".