Totti, mezzo capolavoro. Poi il Cska beffa Garcia

I giallorossi sprecano e si complicano la vita. Raggiunti al 93' per una fatale distrazione

Totti, mezzo capolavoro. Poi il Cska beffa Garcia

La serata perfetta è svanita a quindici secondi dai titoli di coda e con essa la possibilità di una qualificazione anticipata, che ora invece sarà da conquistare all'Olimpico il 10 dicembre contro il Manchester City, che ha battuto in casa il Bayern ridotto in 10 con la tripletta di Aguero. Se il pareggio sarebbe stato comunque gradito alla vigilia da Garcia, quel tiro di Berezutski finito alle spalle di De Sanctis non può che lasciare grande amarezza.

La gestione dell'ultima azione pesa come un macigno su una partita che con molta sofferenza, soprattutto nella ripresa, la Roma stava portando a casa. Perdere palla sulla trequarti nell'ultimo giro di lancette è stato un errore imperdonabile e ha aumentato la delusione per un successo sfumato che avrebbe cambiato la storia del girone. Anche se dopo il sorteggio, la Roma avrebbe comunque firmato sulla possibilità di giocarsi il secondo posto nell'ultima partita in un girone definito di ferro. «Non mi tirate in mezzo in questa cosa, altrimenti mi arrabbio. Avevamo noi la palla a 92'40'', non esiste perderla e poi ci siamo abbassati. Io avevo troppa gente davanti e non potevo fare altro che prendere gol», si giustifica il portiere della Roma sull'episodio incriminato.

Garcia aveva praticamente costruito un piccolo trionfo: vincere sotto zero nonostante le scorte di calciatori fossero ai limiti, come ha dimostrato il secondo tempo nel quale la squadra - pur avendo la possibilità con Nainggolan prima e Ljajic poi di blindare il match - si era abbassata troppo subendo la supremazia territoriale dei russi, per la verità quasi mai pericolosi. Giusta la scelta di Florenzi come terzino destro con il romano che ripaga la fiducia con una prova di grande quantità, sbagliata forse quella di mandare in campo nel finale Strootman che fa cadere due punti dalle tasche del tecnico. È proprio l'olandese, ancora in rodaggio dopo il lungo infortunio, a sbagliare il tocco da cui è ripartita l'ultima maledetta azione del Cska.

«Quando non facciamo il secondo gol è possibile prendere una rete così, peccato, dovevamo chiudere la partita e ora saremmo stati più avanti nel girone - così il condottiero francese -. A parte l'uscita di Morgan su Doumbia nel primo tempo non mi ricordo il Cska pericoloso. Loro sono stati comunque bravi a spingere nella ripresa, ma il nostro non era un atteggiamento tattico previsto nell'intervallo. Il futuro comunque è ancora nelle nostre mani».

Nel gelo e nello stadio vuoto di Mosca era spuntato il piede magico di Francesco Totti: la sua punizione precisa e potente stava per diventare il grimaldello della partita. A 38 anni, 13 dopo la sua prima tappa a Mosca contro la Lokomotiv, il capitano giallorosso ha dimostrato di essere ancora al livello dei grandi. «Ma è come se avessi preso un cazzotto da Tyson, per me era perfetto: un gol mio, 1-0, eri quasi qualificato. Poi è successo quello che non mi aspettavo», così il numero dieci. I suoi gol in trasferta (con quello segnato a Manchester) stanno tenendo in corsa la truppa giallorossa. Che ha controllato a lungo il gioco, esercitando per almeno un tempo un possesso palla prolungato e preferendo spesso il passaggio sicuro a una giocata più complicata. Questo ha tagliato fuori gli altri due elementi del tridente, chiamati a un lavoro di grande sacrificio (male Gervinho, un po' meglio Ljajic fermato da Akinfeev sull'azione del possibile 2-0).

Il Cska, memore dell'imbarcata dell'Olimpico, ha cercato di chiudere tutti gli spazi e di ripartire in velocità. Cosa che gli è riuscita nella ripresa senza però creare grandi pericoli. Fino almeno all'ultima azione di fatto regalata dalla Roma. L'appuntamento con la storia è rimandato all'Olimpico a dicembre.

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