Rossi in pole al Mugello

C'è un quarantenne in pole position sulla pista del Mugello, un quarantenne che le pole non le ama neppure tanto quanto le vittorie, per lui è infatti “solo” la numero 65 in carriera

Rossi in pole al Mugello

Benny Casadei Lucchi
nostro inviato al Mugello

C'è un quarantenne in pole position sulla pista del Mugello, un quarantenne che le pole non le ama neppure tanto quanto le vittorie, per lui è infatti “solo” la numero 65 in carriera, poco rispetto alle 115 vittorie. C'è Valentino Rossi in pole nel Gran premio che più ama e dove è più amato, il Gp che non vince da dieci anni e che prima aveva dominato per nove volte, sette nella classe regina, due quando iniziava il suo mito, classe 125, classe 250, vent'anni fa. C'è un popolo di giallo vestito che lo applaude, ci sono piloti con la metà degli anni che gli rendono omaggio, c'è l'urlo del pubblico, “Vale, Vale, Vale...” rivolto verso il proprio re. C'è un pilota bollito in pole al Mugello, “perché è un attimo e mi chiamano così appena non vinco o non sto sul podio” diceva l'altro giorno Valentino Rossi. C'è un record in pole al Mugello, perché a 39 anni suonati la sua pole è quella del più vecchio pilota, un record che forse lui non vorrebbe o forse adesso sì, chissà... E c'è Lorenzo, con Marquez il nemico di sempre, dietro di lui, secondo tempo, comunque, oggi sconfitto. Più dietro ancora, il compagno in Yamaha Vinales e Iannone con la Suzuki e Petrucci con la Ducati e Marquez e la sua Honda e Dovizioso con la l'altra Ducati ufficiale. Oggi comunque comparse del film bello con Valentino special guest. “Una sorpresa”, dirà lui, “in Fp4 ho provato le gomme morbide, poi in qualifica la moto era ben bilanciata e quando ho visto quel tempo, 1.46 e due, ho pensato 'ma dai che forse...'. E adesso me la godo. Adesso... domani sarà più dura”.