Sassari squadra da battere ma è Milano contro tutti

Domani scatta il campionato di basket. Anche Reggio Emilia e Venezia a caccia dello scudetto conquistato dai sardi. Ma l'Armani riparte da favorita

Fra le tribune mezze vuote dello United Center di Chicago, il regno di Michael Jordan, il più grande, fra vecchie glorie che hanno vissuto esperienze con due grandi società e contestazioni con bandiere palestinesi, l'Emporio Armani, pur battuto (79-85 con parziali di 11-27 40-46 63-63) dal Maccabi Tel Aviv, manda un messaggio al mondo del basket italiano che domani apre il suo 94° campionato: rivuole il trono e sembra averne i mezzi. Sostanza, difesa e un Alessandro Gentile (16 punti 5 assist) che anche in questa strana festa voluta dall'Eurolega nel mondo Nba, ha fatto capire di essere un campione in crescita.

Lo si è capito nelle due partite dove la squadra di Repesa è uscita sconfitta: la finale di supercoppa contro Reggio Emilia a Torino e questo primo contatto con l'internazionalità che conta. Ha scelto un re giovane, con qualche ritocco che sta ancora cercando sarà pronta per l'Eurolega che comincia il 15 ottobre, ma, soprattutto, per sfidare i detentori di Sassari, la Reggio Emilia che sembra più bella dell'anno scorso, quando arrivò alla settima partita di finale, e una Reyer che a Torino ci ha deluso perché ha preso a calci il secchio pieno di latte troppe volte per non pensare che succederà spesso nella prossima stagione se Green e Goss non si metteranno al servizio di una squadra riconfermata quasi in blocco.

Stagione da vivere bene e da vedere: molta televisione dopo il matrimonio morganatico fra Sky e Rai, oltre cento partite in diretta, si inizia domani sera (ore 20.30, sulla Rai) con Sassari-Cremona, poi al lunedì subentrerà la Tv del cielo ridando il benvenuto a Torino che esordirà contro Reggio Emilia.

La giornata si completerà giovedì 8 ottobre quando Milano rientrerà dagli Stati Uniti (domani pomeriggio, diretta Fox, rivincita a New York contro il Maccabi), per affrontare martedì al Forum i Boston Celtics, prima di pensare all'esordio di giovedì 8 a Trento.

La stagione parte con il terremoto Virtus Bologna dove la nuova proprietà ha deciso, vedremo quanto giustamente, che dovevano dirigere quelli che pagano, ma dove è stato messo da parte il Renato Villalta, uno dei giocatori che hanno fatto la storia della società, uno dei pochi che avevano davvero capito cosa servisse per ridare ai bolognesi la società sognata e ideata dal compianto Gianluigi Porelli. Pazienza dice Renatone, lo diciamo anche noi sperando che tutto funzioni perché questo basket ha bisogno di basket city.

Campionato italiano dove, purtroppo, i giocatori della nostra scuola saranno meno degli stranieri che arrivano da ben 20 paesi diversi: 77 in tutto, non moltissimi con ruolo da protagonista, contro i 55 americani, quasi tutte figure di secondo piano perché altrove pagano meglio.

Con l'Emporio circondato da avversarie che non devono vivere soltanto di speranza, hanno già ferito l'armata di re Giorgio nell'ultima stagione dove sembrava non avere rivali, potrebbe essere tutto molto più bello. Il campionato ritrova Torino e perde Roma, autoretrocessa in una bella A2 dove una sola promozione sembra davvero stretta. Sassari ha tutto per tenersi il suo primo scudetto, una squadra nuova, diversa dai giorni del vino e delle rose del basket corsa e tiro, più difficile da battere, ma anche da dirigere. Di Reggio Emilia e Venezia, ancora prigioniere di palazzi infami, ma non stanno meglio i campioni in carica, vi abbiamo già detto. Ecco, se tutto brilla per le televisioni, non sarà così nei campi dove si giocherà: terzo mondo dell'impiantistica sportiva al coperto, più o meno come nel calcio.