Alle 4 de la tarde (più o meno), comincia la disfida di Jannik Sinner a Madrid. E non è un caso che questo sia l'unico Masters 1000 in cui il numero uno del mondo non ha mai superato i quarti: un po' per sfortuna, un po' per un infortunio all'anca e un po' perché La Caja Magica è un impianto con qualche trabocchetto, la campagna spagnola è andata storta già tre volte. L'aria che tira è molto rarefatta (Madrid è la Capitale più alta d'Europa e arriva fino a 667 metri d'altitudine), le palle viaggiano veloci, quel che da altre parti è un tiro corto può diventare lunghissimo. E questo lo sa anche il suo avversario, Benjamin Bonzi, ko nei tre precedenti. "Se la mia battuta va al 100% posso farcela", ha detto il francese. L'ottimismo è il sale (anche) del tennis.
Orfano di Alcaraz, Jannik intanto si è preparato a puntino: sedute estenuanti di servizi per adattarsi all'ambiente e un allenamento contro Cerundolo che ha disarmato perfino lo specialista argentino del rosso. Dopo una serie di ace, smorzate e colpi imprendibili nel set di prova, Francisco si è girato verso il suo angolo e ha cominciato a sclerare. E se si comincia così chissà il resto, anche se ogni giorno è diverso dall'altro, come dice sempre Sinner e come ha detto al Mundo Deportivo: "Come tennista, cerchi sempre di migliorare e puoi sempre imparare cose nuove. Lo fanno tutti, non solo io: anche chi si trova in fondo alla classifica può giocare molto bene, e ogni dettaglio può fare la differenza. L'evoluzione deve essere continua, non c'è un traguardo finale". Questo è il segreto del suo successo, ed è quello che anima la rivalità contro Alcaraz. Il quale, nel frattempo, si è lasciato andare in un podcast contro il suo ex coach Ferrero, segnale che i rapporti erano davvero arrivati al lumicino: "Con lui la pressione e il nervosismo prendevano il sopravvento: ora ho voce in capitolo, posso esprimere la mia opinione, prendere decisioni e comunicare di cosa ho bisogno, dico io quando devo fermarmi o è il momento di allenarmi. Ora mi diverto". Tanto che come obbiettivo personale si è prefissato di scendere fino a 5 di handicap nel golf entro fine anno, e forse questo a Ferrero non sarebbe piaciuto.
Oltre a Sinner oggi entrano in campo altri due italiani, dopo la pesante potatura del primo turno. Musetti alle 11 esordisce contro Hurkacz, nel pomeriggio invece torna in campo Tyra Grant dopo aver battuto la Jaquemot 6-1, 6-2: "Spero di essermi meritata almeno un dolcino". In più c'è ancora Jasmine Paolini, che ha ritrovato il sorriso dopo le lacrime di Stoccarda, culmine di un periodo non certo felice.
Ieri ha battuto Laura Sigismund 3-6, 6-2, 6-2, dimostrando di aver ancora voglia di lottare: "Devo ricordarmi che sono fortunata a fare quello che amo: le cose posso andare bene o male, ma in questo sport l'importante è di fidarsi di se stessi e restare positivi". Roba da manuale. Di Sinner.