Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 17:49
In evidenzaAggiornato alle ore 17:49
Tennis

Se l'odio altrui misura la grandezza del campione

L'attacco della Bild alla vigilia del match contro Zverev non è altro che l'ultima cattiveria messa in giro per cercare di frenare il nuovo Cannibale del tennis

Se l'odio altrui misura la grandezza del campione

Diceva Enzo Ferrari che gli italiani perdonano tutto tranne il successo. Ci aveva visto lungo, allora, ma ancora non sapeva che il virus si sarebbe propagato nel mondo a causa proprio di un giovane italiano, che comincia a dare davvero fastidio. L'attacco della Bild alla vigilia del match contro Zverev («La finale degli Australian Open è coperta da un'ombra di doping», ed anche «Alexander sarebbe già da tempo il numero 1 del mondo se il caso Sinner non fosse stato messo sotto il tappeto») non è altro che l'ultima cattiveria messa in giro per cercare di frenare il nuovo Cannibale del tennis. Dimenticandosi però che si tratta di un cannibale gentile. In pratica: non riuscendo nessuno a batterlo su campo, si cerca di incrinare la sua fiducia grazia a un'arma di solito infallibile: l'odio, neanche tanto sportivo. Il caso Clostebol dunque (da cui, per ora, Jannik è stato assolto e della sua non colpevolezza non dubita neppure la Wada) è stata la miccia, perché è finito il tempo in cui quel ragazzo dai capelli rossi faceva tenerezza. E allora: ecco appunto servizi scandalistici (perfino un bagno al mare con la fidanzata è diventato uno scandalo), spazzatura social e soprattutto il chiacchiericcio da bar di colleghi ed ex amici, al quale si è pure allineato l'ex numero uno del mondo (sarà per questo?) Novak Djokovic. Che si è dimenticato dei suoi recenti trascorsi australiani in era Covid. Invidia, insomma: il sentimento più antico del mondo quando in ballo ci sono soldi e successo. Jannik, per fortuna, guarda oltre: «Se fossi colpevole non giocherei così». Forse è proprio questo che non lo perdonano più.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.