Se lo spirito olimpico è un fuori pista di troppo. Fede, sta' più attenta!

Brignone e le osservazioni (condivisibili) su Milano-Cortina. Ma nel momento sbagliato

Se lo spirito olimpico è un fuori pista di troppo. Fede, sta' più attenta!

Evvai di polemica. È quello che ci vuole nel secondo giorno consecutivo senza medaglie: allora basta una domandina a chi sappiamo che risponderà sparandola grossa e il titolo è fatto. Federica Brignone ci è cascata di nuovo. Come un anno fa ai Mondiali di Cortina a proposito della gara di parallelo, ha detto cose giuste, quelle che in tanti pensano e condividono, ma lo ha fatto nel modo e nel momento sbagliato. In piena Olimpiade, con ancora una gara, anzi due perché c'è anche quella a squadre, da disputare, eccola al centro del caso Milano-Cortina 2026.

Mi segnalano la cosa e strabuzzo gli occhi quando comincio a cliccare sui vari siti. I titoli non mi dicono nulla di nuovo: è dal giorno dell'assegnazione che Fede dice a tutti che difficilmente sarà ancora in pista nel 2026. Non sa manco se ci sarà l'inverno prossimo, figuriamoci fra quattro anni, quando ne avrà quasi 36! Vado avanti a leggere: «Finalmente con la prossima Olimpiade gli sport invernali torneranno nella loro culla, l'Europa e le Alpi, dove la neve è naturale e le piste sono le classiche della Coppa del Mondo. Io ho fatto quattro edizioni di Giochi in Canada, Russia, Corea e Cina, mi piace visitare nuovi Paesi, ma al traguardo delle gare non ho mai visto i veri tifosi dello sci». Sacrosanto, ma allora, dove sta il problema, cosa ha detto quella sciagurata di mia figlia? Ecco il passaggio incriminato: «A Milano-Cortina 2026 mancherà lo spirito olimpico, trovo giusta la scelta di sfruttare le strutture esistenti e di non costruire nulla di nuovo. Dal punto di vista ecologico sarà bellissimo, ma così non ci sarà il villaggio degli atleti, uomini e donne dello sci alpino gareggeranno in posti diversi e lontani fra loro». Una tempesta in un bicchier d'acqua.

Fede ha detto quello che tutti nell'ambiente pensiamo e cioè che Milano-Cortina 2026 sarà uno spezzatino incredibile, con distanze esagerate fra un luogo di gara e l'altro. Non si pretende una nuova Lillehammer, dove potevi seguire anche tre gare al giorno, ma insomma, ci sarebbe anche la via di mezzo. I tempi però sono cambiati, lo spirito olimpico ormai piace solo ai romantici e non a chi deve decidere e organizzare. In ogni caso, non ha senso parlarne ora, ci sarà tempo per sviscerare le problematiche legate ai Giochi italiani del 2026. Il punto ora è che da queste polemiche esce male un'atleta che si è già messa al collo una medaglia d'argento e dovrebbe solo vivere serenamente il resto dei suoi Giochi.

Direte: ecco la mamma che giustifica sua figlia, patetica! E invece no! Sono arrabbiatissima con lei, perché ancora una volta non è stata capace di gestire le sue emozioni e i suoi pensieri. Ok, lo so, Fede è stanca, arrabbiata con la pista di discesa che non le piace e non riesce a pensare positivo per i prossimi impegni.

A freddo però, consapevole dell'eco creata dalle sue dichiarazioni, le ha così precisate: «Non ho pensato a una mia eventuale presenza fra quattro anni nelle vesti di atleta, ambassador o tifosa in un'Olimpiade che farà molta attenzione alla sostenibilità ambientale, un aspetto che mi tocca da vicino. Non mi perderò Milano-Cortina 2026 per nessun motivo al mondo, ma adesso voglio solo rimanere concentrata sulle prossime gare». E sarà meglio!

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