Settebello Hirscher, sorpresa Brignone

Ma quanto sei forte Marcel Hirscher? Questo vorrei chiederti dopo ogni tua gara, dopo ogni tuo trionfo. Ieri ancora uno, il 57° della carriera, il 12° di una stagione che avrebbe dovuto essere in salita dopo l’infortunio di metà agosto e i due mesi di stop e invece no, a conti fatti sarà la migliore della carriera, con la conquista della settima Coppa del mondo generale consecutiva corredata da quelle più piccole di gigante e slalom e sì, anche dalle due medaglie d’oro all’Olimpiade che tutti ti chiedevano di portare in Austria per essere considerato davvero il più grande di sempre. Tacca, fatta anche quella e allora adesso la domanda è un’altra: come fai Marcel a far sembrare facile anche la neve più difficile, il tracciato più insidioso, come fai a spianare le buche sotto i tuoi sci? «Facile? No, nulla è facile per me e dietro a ogni vittoria c’è solo tanto lavoro, mio e del mio team». Il ritornello è sempre lo stesso, inutile aspettarsi la frase ad effetto del tipo «sì ragazzi, sono il più forte, anche oggi non ce n’è stato per nessuno, un secondo abbondante a tutti e a casa, grazie, alla prossima». No, mai Hirscher dirà una cosa del genere, anzi. Sempre lì a ringraziare i rivali che gli hanno permesso di migliorarsi, di andare oltre i suoi limiti… Ma dove sono questi limiti? E fino a quando avrai intenzione di lavorare per alzare ancora un livello già mostruoso? In pratica: quando ti ritirerai Marcel, quando lascerai agli altri un po’ di gloria, quando quel fenomeno di Henrik Kristoffersen potrà smetterla di arrivare secondo? «Non è il momento di prendere decisioni. Ora torno a casa e riposo un po’, sono stanchissimo, poi ci saranno le finali in Svezia (una formalità, non deve più giocarsi nulla, ndr) e poi deciderò con calma cosa fare». Stefan, l’addetto stampa, è convinto che Marcel andrà avanti ancora un anno. Intanto ieri, dopo che l’austriaco aveva messo tutti in fila nello slalom di Kraniska Gora (7° Moelgg, 10° Gross), sotto il sole di Crans Montana a battere tutte ci ha pensato Federica Brignone, che ispirata dal favoloso Marcel ha sciato una manche di slalom da vera slalomista e vinto la combinata davanti alla neo campionessa olimpica Michelle Gisin e a Petra Vlhova, con Wendy Holdener quarta, ma vincitrice della coppa di specialità davanti a Gisin e alla stessa Federica. Che al traguardo si è gasata come mai, «perché visto com’ero andata nella prima manche di superG (5° tempo a 91/100 dal migliore di Sofia Goggia che finirà ottava, ndr), con tutte le slalomiste vicine, mai più pensavo di arrivare giù e vedere luce verde». E invece sì, luce verdissima, un vantaggio minimo di 3/100, ma più che sufficiente per l’ottava vittoria della carriera.