Alla sfida degli opposti per la Champions rischia il "cantante" Ibra

Roma-Milan per un posto tra le prime quattro. Lo svedese deve evitare il ko prima di Sanremo

Alla sfida degli opposti per la Champions rischia il "cantante" Ibra

Roma Lo scontro diretto per la Champions che può aprire nuovi scenari in campionato è anche la sfida degli opposti: una, la Roma, è la migliore in casa (30 punti con nove vittorie e tre pareggi); l'altra, il Milan, va più forte delle altre lontano da San Siro (28 punti con 9 successi, un pari e il ko di La Spezia). I rossoneri hanno vinto in trasferta gli scontri diretti finora giocati (Inter e Napoli), ai giallorossi manca ancora l'acuto con una «grande» persino sul proprio campo.

Infine i bomber della truppa di Fonseca sono calciatori con propensione offensiva ma che non giocano da centravanti (Mkhitaryan e Veretout, 9 reti per ciascuno, il francese grazie a 5 rigori), anche perché il suo nove, Edin Dzeko, ha litigato con Fonseca, perdendo posto fisso e fascia di capitano e ora è addirittura out per infortunio. I rossoneri hanno invece come miglior realizzatore l'icona Ibrahimovic (14 reti) che si è però inceppato nelle ultime 4 gare tra campionato ed Europa. Come tutta la squadra per altro: nemmeno una vittoria e tre gol non su azione e si è aperta di fatto la prima vera crisi di stagione. Ai rossoneri mancano gioco, punti e brillantezza. «Ma non cerco colpevoli, la condizione fisica c'è, bisogna aumentare il ritmo in campo», sottolinea Pioli.

Attorno all'attaccante svedese, che ieri ha polemizzato a distanza con LeBron James per l'attivismo sociale e politico fuori dal campo dell'asso Nba, è cresciuto il malumore per la sua partecipazione a Sanremo. Ibra ha colpito la Roma già 12 volte in 20 gare (insieme al Palermo è la squadra a cui ha fatto più gol in serie A, due li ha segnati nella partita di andata) ma steccare anche la gara dell'Olimpico alimenterebbe ancora le critiche in vista dell'appuntamento in Riviera. C'è un Milan in flessione da rilanciare e l'attaccante non può fallire in uno stadio dove ha fatto gol anche con le maglie di Juve e Inter. Pioli in questo senso rassicura tutti: «L'altra sera Zlatan è entrato bene in campo, è motivato e sereno. Lo vedo concentrato sulla partita di Roma, così come lo siamo tutti. Ibra pretende molto da sé e dai compagni. Lui a Sanremo? Ne avete parlato più voi giornalisti che noi...».

«Io non credo a un Milan in crisi, quello che ho visto è una squadra forte e aggressiva, che costruisce opportunità da gol. Non stanno ottenendo i risultati sperati ma incontreremo una squadra che vorrà vincere», ammonisce dal canto suo Fonseca. Che non si dice ansioso per lo zero nella casella vittorie con le big, ma annusa l'avvicinamento in classifica: rompere il tabù nelle grandi sfide e salire da -5 a -2 darebbe nuove prospettive ai giallorossi. E darebbe una svolta importante al campionato, in mano all'Inter e con una Juve desiderosa di recuperare terreno.

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