Lotito in Sinagoga si dissocia: "Domani foto di Anna Frank sulla maglia"

Ultrà della Lazio sotto accusa dopo lo sfregio ad Anna Frank. Lotito depone una corona di fiori in Sinagoga e annuncia: "Ogni anno 200 tifosi a Auschwitz". Identificate alcune persone che hanno diffuso gli adesivi incriminati

Lotito in Sinagoga si dissocia: "Domani foto di Anna Frank sulla maglia"

La Lazio prende nettamente le distanze dall'adesivo di Anna Frank con la maglietta della Roma esibito dagli ultrà biancocelesti allo Stadio Olimpico (foto). Il presidente Claudio Lotito visita la Sinagoga di Roma per esprimere la propria solidarietà alla comunità ebraica. Non solo. Domani sera la squadra scenderà in campo allo stadio "Dall'Ara" di Bologna con una maglia commemorativa di Anna Frank durante il riscaldamento prima del match. Gli arbitri e i capitani di tutte le altre squadre, invece, porteranno in campo i libri Il Diario di Anna Frank e Se questo è un uomo di Primo Levi. Prima dell'inizio di ogni partita sarà, quindi, letto un brano del diaro e un minuto verrà dedicato alla riflessione.

Avrebbe dovuto essere una domenica contro il razzismo e le discriminazioni. Proprio per sanare la ferita dei "buu" razzisti a Sassuolo di una settimana fa, costati un turno di squalifica alla curva nord, la Lazio aveva deciso di vendere i biglietti della Sud a un euro. Ma gli ultrà non si sono fatti sfuggire l'occasione di accomodarsi per una domenica nella "casa" degli odiati romanisti. E hanno sfoggiato un terribile campionario di adesivi, incollati provocatoriamente sulla vetrata della curva ma anche negli spazi interni, bagni compresi, all'insegna di "Romanista ebreo", "Aronne Piperno romanista" (da un noto personaggio del Marchese del Grillo) e soprattutto il fotomontaggio di Anna Frank che indossa la casacca della Roma. Per far luce su quanto accaduto la Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) conferma la decisione di aprire un'inchiesta. Intanto si apprende che grazie alle telecamere di sorveglianza sono stati identificate alcune persone che hanno diffuso gli adesivi incriminati. Proseguono le indagini per dare un nome a tutti i responsabili del gesto.

Questa mattina la Lazio ha voluto prendere energicamente le distanze con quanto accaduto domenica sera. E così, accompagnato dai giocatori Wallace e Felipe Anderson, Lotito ha fatto visita alla Sinagoga di Roma e ha reso omaggio alla comunità ebraica con una corona di rose e fiori bianco celesti. "La stragrande maggioranza della tifoseria laziale è antirazzista e contro ogni forma di antisemitismo", ha subito messo in chiaro ricordando che la società ha sempre "messo in atto tutte le iniziative per prevenire questi fenomeni". Non solo. La Lazio organizzerà una iniziativa annuale per portare ogni anno 200 tifosi in visita ad Auschwitz.

Alla visita non era presente la comunità ebraica. A detta dei vertici biancocelesti l'assenza sarebbe giustificata da "impegni pregressi" presi dai rappresentanti della comunità stessa. In realtà fonti vicine alla Sinagoga fanno sapere all'agenzia LaPresse che la visita "non era stata concordata". E rilanciano: "Oltre ai gesti servirebbero iniziative concrete da tutti i club". Lotito ha, però, rivendicato che negli ultimi tredici anni, sotto la sua presidenza, la società ha messo in campo una serie di iniziative volte a reprimere e prevenire certi fenomeni con un'azione quotidiana. Tra queste la presenza dei giocatori nelle scuole per educare i giovani al rispetto delle regole, delle identità e al superamento degli steccati razziali, sociali ed economici. "Oggi - ha concluso - intendiamo ribadire con questo gesto ancora una volta la nostra posizione, chiara ed inattaccabile: nessuno può strumentalizzare la Lazio".

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