Si difenderà meno, ma accelererà il giudizio evitando di finire processato con gente dubbia

Si difenderà meno, ma accelererà il giudizio evitando di finire processato con gente dubbia

Si  difenderà meno, ma accelererà il giudizio evitando di finire processato con gente dubbia

Via, via dal processo pubblico, via dalla panca degli imputati da condividere con personaggi imbarazzanti, tra signori un po' gaglioffi del calcioscommesse e vecchi campioni col vizietto di aggiustare le partite. Antonio Conte, allenatore dell'Italia, chiede di essere giudicato col rito abbreviato: la mossa, anticipata dal Giornale il 18 febbraio, è stata ufficializzata ieri dai legali del commissario tecnico davanti a Pierpaolo Beluzzi, il giudice di Cremona che celebra l'udienza preliminare a carico di Conte e degli altri 114 imputati. Una mossa che presenta dei rischi, perché in questo modo il ct rinuncia a difendersi a tutto campo, e accetta di essere giudicato unicamente sulla base degli atti già contenuti nel gigantesco fascicolo processuale raccolto dalla Procura.

Ma sull'altro piatto della bilancia ci sono due vantaggi non da poco: separare il proprio destino da quello della maggior parte dei coimputati, tra cui molti impresentabili; e cercare di accelerare i tempi, con l'obiettivo di incassare una assoluzione prima del 13 giugno, serata del debutto azzurro agli Europei in terra di Francia. Con che spirito andrebbe a sedersi in panchina nello stadio di Lione un commissario tecnico sotto processo per frode sportiva? E quale sarebbe il suo prestigio dentro e fuori lo spogliatoio? Sono questi gli interrogativi che hanno spinto Francesco Arata e Leo Cammarata, i due legali di Conte, a depositare la richiesta di rito abbreviato.

Oggi il giudice Beluzzi comunicherà la sua decisione sulla ammissione al rito abbreviato di Conte e dei pochi imputati che hanno scelto la medesima strada. Se l'istanza verrà accolta, per conoscere il destino del tecnico azzurro si dovrà attendere il termine dell'udienza preliminare, quando il giudice tirerà le fila della complicata vicenda, districandosi tra patteggiamenti, riti abbreviati e istanze di incompetenza territoriale. Se il magistrato riuscirà a rispettare la tabella di marcia che si è dato, il giorno del giudizio arriverà alla fine di aprile.

L'obiettivo di Conte è l'assoluzione piena: della combine del 29 maggio 2011, quando i giocatori del suo Siena imbacuccarono la partita con l'Albinoleffe, lui non sapeva e non si accorse. Riuscirà a convincerne, oltre alla Figc, anche il giudice?

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