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Una Signora paura. La Juve gioca subito la sua Champions

Calendario favorevole, ma la Roma è a -1. Coi buchi a centrocampo, si affida a Dusan e Yildiz

Una Signora paura. La Juve gioca subito la sua Champions
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In fin dei conti, la questione è molto semplice: se la Juve batterà nell'ordine Lecce, Fiorentina e Torino si qualificherà alla prossima Champions League. Trattandosi di formazioni non di prima fascia, non ci sarebbe di che stupirsene: siccome però questa edizione della Signora non è venuta granchè bene, è lecito avere dubbi. Pure perché lo storico di questo campionato insegna che gli scivoloni non sono mancati e sono stati anzi numerosi: basta pensare che nei match andati in scena finora contro Fiorentina, Verona, Cagliari e Lecce i bianconeri hanno perso per strada 11 punti, battendo soltanto i sardi allo Stadium. Anche senza fare sempre bottino pieno, ne sarebbero insomma bastati 6 o 7 per avere già in tasca il pass per l'Europa che conta, ricordando anche il recente 1-1 contro il Sassuolo o lo 0-0 nel derby di andata contro un Toro che nelle stracittadine degli ultimi vent'anni aveva quasi sempre perso.

Invece, come non detto: la Juve deve ancora conquistarsi un posto al sole e non è nemmeno detto che ci riesca pur se rimane favorita non fosse altro perché parte da una posizione di vantaggio. Negli ultimi 270 minuti del campionato non ci si potrà però più permettere sciocchezze e Spalletti baderà al sodo, magari lanciando Vlahovic a Lecce dal primo minuto e augurandosi che Yildiz possa ritrovare la miglior condizione dopo il fastidio al ginocchio che ne ha condizionato il rendimento nell'ultimo mese: gira e rigira, le lacune che si erano manifestate nel corso della stagione si sono confermate strada facendo pur se Boga ha mascherato ogni tanto la mancanza di un centravanti vero, mentre in mezzo al campo la qualità ha continuato a latitare.

Il resto lo hanno fatto qualche buco difensivo di troppo (vedi Bremer contro il Verona), una solidità relativa tra i pali non a caso si punta ad Alisson, decisamente di un'altra categoria rispetto a Di Gregorio e Perin e quella famosa mancanza di personalità che appesantisce testa e gambe quando le cose non girano subito per il verso giusto.

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