Al Foro Italico è scoppiata la Sinner mania: tifosi in delirio al suo arrivo nel villaggio degli Internazionali di tennis con autografo per molti fortunati ("è bellissimo tornare qui"), 15 minuti di conferenza stampa con domande in inglese e in italiano, l'allenamento di un'oretta sul campo 5 (distante dal Centrale dove debutterà domani forse alle 19, in contemporanea con Lazio-Inter all'Olimpico) stracolmo di fan. Battute, discese a rete e tanti scambi da fondo campo con il campione italiano di 2ª categoria Alessandro Ingarao sotto gli occhi dei coach Vagnozzi e Cahill e dei genitori.
La curiosità dei cronisti è soprattutto per la battaglia sul "prize money" negli Slam che Jannik, come altri big (i primi 10 dei ranking Atp e Wta), ha sposato: "Siamo in un momento in cui maschi e femmine stanno insieme. I soldi sono una conseguenza, più che altro è il rispetto che meritiamo dai tornei dello Slam. Senza di noi il torneo non c'è, sull'argomento siamo stati zitti per tanto tempo, ora è il momento di parlare. Non chiediamo il 50%, non ci piacerebbe neanche, però forse stiamo prendendo un po' troppo poco. Credo che facciamo di più rispetto a quello che riceviamo e non si tratta solo dei top ma di tutto il parco giocatori. Il boicottaggio? Difficile dire se lo farei, speriamo che già nel torneo di Wimbledon la situazione".
Il suo sbarco nella Capitale è avvenuto già lunedì pomeriggio, da allora alloggia nell'albergo di lusso più spettacolare nei pressi del Foro Italico. Il posto migliore per trascorrere in serenità e senza troppe preoccupazioni i giorni romani insieme al suo team e dare l'assalto a uno dei pochi Masters 1000, quest'anno orfano di Alcaraz, che manca nel suo palmares. "Ce la farà sicuramente, è il giocatore più completo ed è il numero 1 del mondo con merito", così Djokovic al suo ultimo torneo a Roma della carriera e che è stato tra i primi a sostenere le battaglie sui diritti dei giocatori. Intanto Sinner ha trascorso i primi tre giorni tra impegni con gli sponsor, una cena con il presidente della Fitp Binaghi e lo stacco totale da racchetta e palline. Almeno quelle da tennis, visto che come lui stesso ha rivelato, ha giocato a golf e a calcio. "Fisicamente sto bene, ho solo due giorni per preparare il torneo, ma è stata la scelta giusta, dovevo pure riposarmi - ha sottolineato Sinner -. Ci sono dei momenti in cui mi diverto, anche se sto facendo di tutto per essere il miglior tennista possibile. Ci sono tanti sacrifici, alla fine scelgo sempre di essere un pelino più forte del giorno prima, questa è sempre stata la mia determinazione e come ho impostato la mia vita".
Ieri la pioggia ha dato tregua e Roma si è rivelata amara per Matteo Berrettini, eliminato in due set
da Popyrin ("una brutta giornata ma non mi colpevolizzo", così il tennista romano). Al terzo turno con un po' di fatica Jasmine Paolini e al secondo la ventenne Noemi Basiletti. Stasera sul Centrale il debutto di Musetti.