Sinner, il rosso ha fretta. Primo Atp a 19 anni. E fa meglio del re Federer

In campo batte Pospisil e fuori supera Roger per precocità. "Ma devo migliorare tanto.."

Chissà se questa volta mamma Siglinde gli ha fatto i complimenti. Ovviamente sì, magari senza esagerare, così come aveva raccontato Jannik spiegando che a casa sua si viaggia spicci anche nei giorni belli. D'altronde mamma e papà Hans Peter devono lavorare, lassù al Rifugio di Sesto Pusterla. Sinner va veloce, ha vinto il suo primo titolo Atp a Sofia contro Vasek Pospisil affrontando in una partita tutto quello che un tennista può trovarsi sulla strada: un inizio in discesa, le improvvise difficoltà che fanno intravvedere la sconfitta, la resistenza alle intemperie fino al tie break finale. Giocato come un veterano. Insomma: il 6-4, 3-6, 7-6 finale è solo il punto di partenza di quello che il suo coach Riccardo Piatti definisce un «progetto». Un progetto che va per le spicce pure lui. Non inganni che il torneo di Sofia fosse un 250: se dobbiamo fare paragoni illustri, Jannik (da ieri ribattezzato Winner) ha trionfato per la prima volta a 19 anni e 90 giorni di età, giusto dietro a Nadal (18 anni e 73 giorni) e Djokovic (19 anni e 62 giorni), ma davanti a Roger Federer, che attese i 19 anni e 6 mesi prima di battere Boutler a Milano. In un'occasione che ricordava pur nella diversità epocale degli eventi l'atmosfera bulgara di ieri.
Jannik Sinner è dunque il Predestinato e si è persino scomodata la Rai per trasmettere la finale, cosa che non era stata per Sonego a Vienna (ed era un Atp 500). La sua forza resta sempre quella di «godersi il momento», come ha affermato alla vigilia di una finale terminata tra i coriandoli e il numero 37 come ranking. Ma con la stessa modestia da grande: «È meglio vincere così, che 6-1, 6-1. Sono felice, mi spiace solo di non poter giocare a Ortisei, ma per un Top 50 avrebbero dovuto aumentare il prize money e ho detto loro di non farlo. Ora comincio a pensare al 2021: a metà dicembre andrò in Australia a prepararmi. C'è ancora tanto da migliorare». Ed è tutto vero: Jannik a Sofia non ha giocato il suo miglior tennis. Eppure...
Questo dunque è uno che diventa il primo 2001 a vincere un torneo Atp dopo essere stato il primo 2001 a vincere un match in uno Slam, a battere un Top 10 e a fare tante altre cose che cominciano a riempire il suo record. E pochi sanno che il suo segreto è fatto di tre pezzettini di stoffa, messi alla base dell'incordatura, usati come orientamento sensoriale. Lo ha spiegato il suo chiropratico Alfio Caronti, in un'intervista: «Jannik è con me da quando aveva 14 anni. Al primo incontro notai che se qualcosa gli si avvicinava, evidenziava difficoltà di movimento. Scoprii che a 5 anni un compagno di scuola lo aveva spinto e lui aveva picchiato la testa contro un muro». Ecco: per guarirlo ci sono volute sedute di spintoni e ora quei tre pezzettini di tessuto gli danno sicurezza. Il resto è talento e quella stessa testa con i capelli rossi da ragazzino diventato adulto: «La strada è ancora lunga».
Oggi cominciano le Finals 2020 a Londra e Jannik sarà spettatore, ma non per molto. Secondo Pospisil «sarà numero uno del mondo», e dopo una prima vittoria così anche mamma Siglinde converrà che è giusto far festa.

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