Soldi e business. Se i Giochi stanno peggio degli Europei

Con la rapidità mentale di un lumacone a passeggio, anche l'Uefa ha capito che gli europei andavano rinviati

Con la rapidità mentale di un lumacone a passeggio, anche l'Uefa ha capito che gli europei andavano rinviati. Ma l'ardita decisione non la salva dalle figuracce collezionate. Ceferin e soci non hanno inteso ragione del bloccare le coppe finchè i club inglesi e spagnoli non si sono arresi, hanno pensato agli interessi economici prima che ai giocatori. Il calcio italiano aveva compreso prima, pur tra ridicoli tentennamenti, che la questione era seria. Peccato che il nostro football agli occhi Uefa conti molto meno rispetto a nazioni ritenute più trainanti, e nonostante la presenza di personaggi nostrani nelle poltrone di seconda e terza fila. Invece il lato positivo dice che le proteste dei calciatori stavolta hanno avuto un peso superiore a quello di una nuvola di passaggio. L'Uefa ha deciso di salvare i club e la loro economia, prima di salvaguardare una manifestazione che, al massimo, creerà problemi al calendario internazionale. Si parla di entrate perdute, ma l'europeo itinerante è nato per agevolare l'impegno economico: non certo pesante come se tutto si svolgesse in una sola nazione. Stadi e affini sono stati ritoccati, non rifatti. In questo senso stanno molto peggio le Olimpiadi: Tokyo ha dovuto dotarsi di strutture e migliorare quelle esistenti, come capita in qualunque città ospitante i Giochi. Mediamente i costi sono sempre superiori alle attese, nonostante gli sforzi di contenerli. Il problema Olimpiadi è superiore e più inquietante di quello proposto dallo slittamento degli europei: le perdite rischiano di mandare brutalmente in rosso il bilancio. Non a caso gli organizzatori giapponesi continuano a puntare sui Giochi, come credessero al miracolo del tutti salvi nel giro di un mese. Non c'è altro tempo. Se il problema economico non fosse al centro di ogni pensiero, i Giochi sarebbero stati già rinviati: in ossequio alla logica. Ma fra un mese non ci sarà solo una ragione economica: le Olimpiadi chiedono qualificazioni, atleti e squadre devono giocarsi il posto in tornei, molti dei quali già cancellati. Il tempo sta per scadere. Per assurdo anche una atleta top come la Pellegrini non ha ancora il tempo di qualifica. Nei Giochi moderni non si può procedere solo con partecipazioni ad inviti. Il business e la logica dello sport non lo permettono più.

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