Spagna, storica lezione alla Germania

Clamoroso 6-0 delle Furie Rosse: nel 1931 l'ultimo ko tedesco così pesante

Mondiale 2014, la Germania distrugge il Brasile 7-1. Nations Legaue, ieri sera. La stessa nazionale dei Panzer crolla 6-0 contro la Spagna. Chi di goleada ferisce... Una notte indimenticabile per la Spagna, una disfatta senza appello per la Germania. Nell'ultima giornata del girone, la Spagna strappa il biglietto per le finali della competizione e strapazza i maestri tedeschi. Eroe della serata uno scatenato Ferran Torres, autore di una spettacolare tripletta. Gloria anche per lo juventino Alvaro Morata, che ha aperto la serata col gol del vantaggio, di Rodri e Oyarzabal le altre reti.

Una disfatta storica per Neuer e compagni. Eppure i tedeschi non hanno schierato le seconde linee, tutt'altro. Oltre al portierone, in campo c'erano campioni del calibro di Kroos, Goretzka, Sane, Gnabry e Werner, tutti protagonisti nei propri club, ma che non sono riusciti a evitare un ko storico: l'ultima volta che i panzer avevano perso 6-0 era stato nel 1931 contro l'Austria.

L'umiliazione di Siviglia è la conferma di una Germania allo sbando. Sono già 16 i gol incassati nelle 8 partite giocate nel 2020. In tre occasioni ha subito almeno 3 reti ma oltre agli evidenti problemi difensivi, i tedeschi sono sembrati confusi e incapaci di fare gioco come mai si era visto negli ultimi anni. E mai era accaduto che la Spagna riuscisse a segnare 4 gol alla Germania e mai, prima di ieri, una gara fra spagnoli e tedeschi era finita con più di 3 reti di scarto. E adesso in Germania c'è già chi ha messo sulla graticola Low, nonostante l'ottimo lavoro compiuto in questi ultimi anni. In sella dal 2006 è il ct più longevo del mondo.

Se la Spagna in campo sorride di gusto, la Liga vive emozioni da montagne russe. I club saranno costretti a ingenti sacrifici economici per non far saltare il banco. La notizia è stata confermata ieri dal presidente della Liga Javier Tebas. «Qui non si tratta più di fair play economico, ma di reale sopravvivenza di grandi e piccoli club. I diritti televisivi coprono costi limitati, senza biglietti, abbonamenti, merchandising e tournée, il crollo rischia di essere verticale». Tebas ha parlato di tagli consistenti da parte di ogni società, che avrà dunque i suoi importi massimi da destinare alle spese del personale, nel quale rientrano gli stipendi di giocatori e allenatori, ma anche dei dipendenti. Delle tre grandi di Spagna il maggior taglio riguarderà il Barcellona, che ha già avviato un confronto con i giocatori per arrivare a una riduzione dello stipendio del 30%. I catalani potranno spendere massimo 382 milioni di euro contro i 671 della passata stagione. Il Real non dovrà superare i 468 milioni (lo scorso anno erano 641). Impatto minore sull'Atletico Madrid, che passerà da 348 milioni a 252.

Il Salary Cap, il cui tetto massimo è costituito dal taglio di circa il 30% degli emolumenti dei calciatori, provocherà un autentico terremoto negli altri club. Calcoli alla mano, moltissimi club saranno costretti a cessioni eccellenti a gennaio per sopravvivere. Al momento almeno 12 su 20 club non avrebbero requisiti per giocare il prossimo campionato.

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