Una staffetta di bronzo che vale oro

Magnini trascina i "bad boys" della 4x100 stile: "Volevo questa medaglia a tutti i costi". Dotto&C.: "Grazie capitano"

Luca Dotto, Marco Orsi, Filippo Magnini e Michelle Santucci
Luca Dotto, Marco Orsi, Filippo Magnini e Michelle Santucci

I bad boys hanno finito il loro inseguimento “mondiale”. La staffetta 4x100 azzurra conquista un bronzo nella prima giornata del nuoto ai Mondiali di Kazan. Un'impresa firmata da Luca Dotto, Marco Orsi, Michele Santucci e Filippo Magnini, in rigoroso ordine d'ingresso in acqua. Un podio iridato sfuggito in un paio di occasioni e dal quale la staffetta veloce dell'Italia mancava da Melbourne 2007, allora fu argento, invece stavolta è bronzo come a Cali '75, l'unica altra medaglia nella specialità per rendere l'idea dell'impresa.

Compiuta con una batteria autorevole alla mattina, terzo tempo di qualificazione in finale. A quel punto l'occasione è servita sul piatto d'oro perché rimangono fuori a sorpresa gli Stati Uniti. E gli azzurri confezionano il prodigio: Dotto non perde il treno nella prima frazione e quando Orsi riceve il testimone, spacca la gara azzurra portandosi in linea sui primi. A quel punto Santucci è bravo a non sprecare e a tenere l'Italia a tiro di medaglia e quindi il capolavoro di capitan Magnini che salta addosso al Brasile e lo lascia sul posto. Bronzo che sarebbe potuto essere qualcosa di più se fosse stata squalificata la Francia campione davanti alla Russia, per un cambio buono solo al millesimo.

Ma il bronzo è tanta roba per i bad boys che si presentano cantando il ritornello della colonna sonora del film con Will Smith. Inizia Orsi: «Pesa, eccome, questa medaglia. L'abbiamo inseguita a lungo…». Conferma Santucci che sottolinea l'importanza di una «staffetta compatta e poi tanto di cappello al vecchietto (Magnini, ndr) che anche oggi ci ha insegnato a nuotare. Che duri per molto tempo». Fino a Rio. Applaude il capitano anche Dotto: «Questa volta non abbiamo sbagliato. Filippo è stato incredibile». E vedere un due volte campione del mondo commuoversi è la conferma di quanto questa medaglia fosse inseguita: «La staffetta più forte rischiava di raccogliere meno… Non pensavo di fare 47''5, non ero mai passato in carriera ai 50 in 22''1… Però l'avevo detto ai ragazzi: voglio questa medaglia a tutti i costi, farò di tutto per prenderla». Missione compiuta e sottolineata con orgoglio da SuperPippo: «Sarebbe stata dura anche per gli Stati Uniti, è una medaglia vera». Quindi svela il mistero dello stacchetto musicale e si sbilancia: «Magari ci scappa anche un tatuaggio: bad boys». Il capitano indica la strada a un'Italia che non si accontenta di stare a galla: «Questo bronzo ha galvanizzato la squadra… chi ben comincia è a metà dell'opera. Come Diletta Carli».

L'azzurra centra la finale dei 400sl e chiude sesta nella gara vinta dalla Ledecky che toglie anche il primato dei mondiali a Federica Pellegrini. Ma Fede si consola volando a Rio con la 4x100: insieme a Letrari, Di Pietro e Ferraioli, stacca il pass già in batteria e poi chiude sesta in finale con tanto di record italiano. In vista dei 200 sono ottimi i tempi della Pellegrini. Nella prima giornata in vasca spicca il record del mondo della Sjostrom nei 100 farfalla, gara in cui Ilaria Bianchi resta fuori dalla finale. D'oro anche il discusso Sun Yang nei 400, il cinese che sfiderà Paltrinieri negli 800 e 1500. Ma Greg sarà lanciato dal bronzo dei Bad Boys.

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