Strana coppia del gol. Così la bella Italia sogna

Partenza lanciata degli azzurri ai Mondiali in Brasile: gol, gioco e palleggio, il conto con la malasorte inizia a pesare meno

Strana coppia del gol. Così la bella Italia sogna

Nostro inviato a Manaus

Balotelli si prende l'Italia in mano, Marchisio dice che il principino è davvero Principe. Il conto con la malasorte, ravvivato dall'infortunio di Buffon, comincia ad essere meno pesante. Gli inglesi non ci prendono con l'italiano, ma questo lo dice la storia del calcio ed anche il loro scarso dimenarsi con la lingua nostra. Quella dell'Italia è stata una lingua di fuori, sì una linguaccia al credo di Gerrard e Hodgson: più forti voi? Eccovi serviti. Due gol e qualche occasione, tanto sudor freddo perché la difesa azzurra è sempre sul filo del pericolo. Partita di calcio in ogni senso, senza preoccuparsi di caldo e afa. Venticello leggero per tutti e gioco godibile per pubblico e tifosi. Italia sostanziosa, non proprio da credo assoluto. Però il girone, adesso, può solo regalarle un sorriso, la partita con Costarica diventa decisiva per la qualificazione. Marchisio e Balotelli sono una strana coppia di goleador, ma l'Italia per ora va.

Partita giocata a ritmo brasiliano nei primi dieci minuti. Sì, d'accordo, la gente sulle tribune stava con gli azzurri ma dopo un po' si è stufata ed ha intonato il coro «Brasil, Brasil» a far intendere che la Selecao è altra cosa. Italia affidata a Sirigu, ragazzo di Sardegna con vista sulla Torre Eiffel, dopo la brutta botta subita da Buffon. Poteva essere un rischio, visti i problemi al costato che lo hanno tenuto in stand by per almeno una settimana. Ed invece il portiere ha fatto intendere di avere riflessi pronti, entrato in partita meglio e prima degli altri, fino all'ultimo è stato barriera e salvezza. Inghilterra con mezzo Liverpool in campo, Italia con molta torinesità considerando i quattro della Juve e Darmian. Pirlo e De Rossi hanno inaugurato il valzer lento, cercato e studiato per tenere gli inglesi a giri bassi. Hodgson si è inventato subito un attacco da «o la va o la spacca»: Rooney e i tre ragazzi terribili della nouvelle vague (Welbeck, Sturridge e Sterling) hanno innestato le marce alte: la difesa italiana ha sofferto e mostrato le crepe sue (quel Paletta peggio dell'immaginabile) ma ha retto il tanto per rallentare il ritmo, trovare un po' di spazi nell'assetto difensivo inglese e cominciare a pensare al gol. In quei momenti si è capito il senso della partita ed anche il senso di questa Italia: unita, decisa e fortunata (dopo le sfortune della vigilia) come aveva chiesto Balotelli nell'immancabile tweet. Candreva e Darmian hanno provato a fare gli assaltatori, Balotelli è rimasto in agguato non ricevendo gran palloni da giocare, ma ha avuto pazienza.

Partita sostanzialmente giocata con diverso spirito delle squadre, ma ugual senso dello spettacolo. Barzagli ha salvato la porta sua da una incursione di Welbeck e Sturridge e Marchisio è andato al gol sfruttando una finta di Pirlo e il suo tiro da geometra con tanto di strumenti di precisione al seguito. Marchisio alla tardellino, avrà pensato qualcuno vedendolo roteare mani e braccia dopo aver preso la mira del tiro. Peccato che gli inglesi non si siano lasciati deprimere e, in due minuti, abbiano respinto al mittente le insidie, sfruttando un cross di Rooney sul quale Sturridge ha trattato da polli sopraffini Paletta e Chiellini. 1-1 e ricominciamo, si sono detti. Il vecchio indomito cannoniere di Sua maestà ieri sera, nell'afa di Manaus, era l'unico a giocare a maniche lunghe: magari temeva le zanzare più dei difensori.
Ma il finale del primo tempo ha indicato anche che l'Italia c'era, giocava a modo suo ma sapeva produrre occasioni: una conclusione a pallonetto di Balotelli salvata da Jagielka sulla linea, Candreva al tiro sul palo, quasi ad annunciare quel che sarebbe stato ad inizio ripresa.

Copione simile al primo tempo: inglesi subito al tiro e Sirigu scattante. Poi quel numero sopraffino che ha restituito alla bontà del calcio l'Italia e Balotelli. Dopo otto minuti, pennellata di Candreva e SuperMario di testa a bucare Joe Hart, il portiere del Manchester City che, a fine primo tempo, lo aveva abbracciato da vecchio amico. Chissà che Hart non presentisse qualcosa. Per l'Inghilterra stavolta un colpo basso, poi Rooney, Sturridge e compagnia affannata ci hanno provato. Ma l'Italia s'è desta è rimasta desta. Sirigu più di tutti.


Il tabellino


Marcatori: 35'pt Marchisio, 37'pt Sturridge, 5' st Balotelli

Inghilterra:
Hart, Johnson, Cahill, Jagielka, Baines, Gerrard, Henderson (28' st Wilshere), Welbeck (16' st Barkley), Rooney, Sterling, Sturridge (34' st Lallana). Ct Hodgson.

Italia:
Sirigu, Darmian, Barzagli, Paletta, Chiellini, De Rossi, Pirlo, Verratti (11' st Thiago Motta, Candreva (34' st Parolo), Marchisio, Balotelli (28' st Immobile). Ct Prandelli.

Arbitro:
Kuipers (Olanda).
Ammoniti: Sterling.