La stupidità contagiosa dentro e fuori dal campo

Non esiste altro peccato che la stupidità: i pensieri di Oscar Wilde sono immortali. Peccato non abbia conosciuto i calciatori moderni, avrebbe avuto pane per i suoi denti. Costoro, i calciatori, giocano con i gol e con gli autogol, ma usano troppo i piedi e poco la testa. In questi giorni di timor panico sul virus lo hanno dimostrato, buon esempio di stupidità al potere: loro ma anche tanti tifosi accomunati dall'elisir di Champions. Indifferenti a tutto: perfino alla morte e ai morti. C'è il pericolo contagio, si richiedono attenzione e rispetto di regole per tenersi lontani l'un dall'altro? Benissimo: abbiamo visto l'ammucchiata juventina al gol di Dybala,in mezzo c'era pure Rugani. E quando Buffon quasi si è baciato l'argentino, abbiamo ricordato che il nostro da tempo staziona fra i top del guinness delle fesserie. Abbiamo visto l'ignobile Diego Costa, centravanti dell'Atletico Madrid, un altro da top list delle ignorantate, tossire in faccia ai giornalisti nella mix zone dello stadio di Liverpool. E Layvin Kurzawa, difensore del Paris Saint Germain che piace anche alla Juve (per rinvigorire un trust di cervelli), immergersi a torso nudo fra i tifosi per festeggiare. Lui come Verratti ed altri: esaltazione ed ammucchiate senza pensieri. Costoro, messi insieme, annoverano stipendi da pagare centinaia di equipe mediche molto più utili alla società: invece sbeffeggiano le loro fatiche. Vero che anche i tifosi pensate agli spagnoli fuor dello stadio di Valencia in adunata irriguardosa alle porte chiuse e al loro perché. Al miscuglio tra tifosi del Liverpool e ai 3000 spagnoli arrivati da Madrid. E che dire della penosa figura del quotidiano francese L'Equipe, che scrive e titola sul Psg e sul gruppo di famiglia in esterno: «Tutti insieme. La felicità vale poco se non è condivisa». Anche nello scrivere talvolta si vale poco. A tali emeriti educatori, mancava una chicca di sportività regalata da Balotelli: «Dovevano aspettare che la Juve tornasse al comando per sospendere il campionato». C'è da ridere o piangere? Ma se è vero che un certo popolo tifoso vive di gesti di pancia, non sarebbe educante negare una maglia della nazionale a giocatori dei tipi di cui sopra? E qui parla ancora Oscar Wilde: alcuni portano la felicità ovunque vadano, altri quando se ne vanno.

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