"Sulla Ducati ufficiale punterò al Mondiale con i consigli di Vale"

Promosso ieri nel team principale e cresciuto alla VR46 Academy: "Che spinta allenarmi con lui..."

Con l'addio di Andrea Dovizioso alla Ducati ad agosto, la promozione di Pecco Bagnaia nel team ufficiale Ducati sembrava logica. Ma nelle corse, come nella vita, niente è scontato ed il pilota del team Pramac si è dovuto conquistare in pista l'approdo a Borgo Panigale, mostrando maggiore velocità e regolarità, rispetto a Johann Zarco, candidato per la stessa posizione. Con l'ufficializzazione arrivata ieri, Pecco corona il suo sogno, mentre nel 2021 Zarco correrà nel team di Paolo Campinoti.

Torinese trasferito a Pesaro per allenarsi con Valentino Rossi al Ranch da quando aveva 17 anni, Pecco regala una grande soddisfazione anche alla VR46 Academy di cui fa parte.

Allora come si sente adesso che è ufficiale?

«Sono felicissimo. Il rapporto con Ducati è speciale perché hanno creduto in me prima ancora di sapere che sarei diventato Campione del Mondo Moto2 nel 2018. Mi ha dato grande fiducia. Il mio debutto in MotoGP non è stato facile, ma non mi hanno mai messo in discussione».

Le difficoltà non sono mancate. Che lezione ha imparato finora?

«Quella di mantenere la calma anche quando le cose vanno male. Questo è forse uno dei primi consigli che mi ha dato Valentino quando correvo in Moto3».

Il risultato in campionato non riflette la sua velocità e la maturità dimostrata quest'anno.

«La moto è veramente competitiva e io ho un ottimo feeling. Però ogni volta succede qualcosa. A Jerez il podio è sfumato per un problema tecnico. Poi una stupida caduta a Brno con la conseguente frattura alla tibia che mi è costata tre gare. A Misano 1 sono arrivato secondo. Il sogno di vittoria finito nella ghiaia a Misano 2. Un vero peccato, ma la ruota gira per tutti».

Dovizioso soffre con questa moto, lei invece sembra sfruttare i suoi punti di forza. Qual è il suo segreto?

«La Ducati è molto stabile in staccata. Riesco a sfruttare al meglio la frenata d'ingresso curva e a trarre beneficio da tanta velocità per far girare la moto prima. Il motore poi è molto potente e ci permette di fare la differenza nei tratti veloci».

Che effetto le ha fatto vedere la scritta «disoccupato» sulla tuta di Dovizioso?

«Strano, anche perché non immagino una Ducati senza il Dovi. È uno dei favoriti al titolo, se non il favorito. Mi dispiace per noi perché eravamo partiti per giocarcela. Il mondiale è comunque ancora aperto e tutto può succedere».

Che effetto fa vincere in una stagione senza Marquez?

«È un campionato anomalo, ma vincere resta bellissimo e anche il titolo avrà lo stesso valore. Sinceramente, non so se quest'anno Marc sarebbe stato in grado di fare tanta differenza. Il livello è altissimo».

La sfida con Zarco per la promozione è stato motivo di tensione ulteriore?

«In realtà ero abbastanza tranquillo perché avevo già in tasca un contratto biennale con Ducati, ma non sapevo se nel team factory o nella squadra attuale. Il clima in Pramac in realtà è molto bello, ma il sogno di ogni pilota è correre da ufficiale».

Pilota italiano su moto italiana. Sente di portare a termine la sfida che aveva intrapreso anche Valentino?

«La moto di oggi è completamente diversa da quella che guidava Valentino, per cui non si possono fare confronti, ma certo, sarebbe speciale vincere con la Rossa».

Che consigli le ha dato Vale?

«Non tanto sulla moto, quanto sullo stile di guida. Ma quello che vale di più è allenarsi insieme al Ranch. Ha un'energia straordinaria, contagiosa. È il primo a tifare per noi e questo supporto conta più di tante parole».

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