Tavecchio contro Abodi Senza «tradimenti» il primo resta favorito

Tavecchio contro Abodi Senza «tradimenti» il primo resta favorito

Se non ci saranno tradimenti, Tavecchio festeggerà la conferma alla presidenza della Federcalcio dopo l'assemblea elettiva di stamani all'Hotel Hilton di Fiumicino. A suo favore la Serie A che vale il 12%, i Dilettanti (34%) e gli allenatori (10%): una buona maggioranza. Lo sfidante Abodi, presidente della Lega di B, può contare sulla Lega Pro (17%), l'Associazione Calciatori (20%), la Serie B (5%) e magari gli arbitri con il loro 2%. Se le cose stessero così ci sarebbe un gap di almeno 10 punti fra i duellanti. Ma i blocchi non sono granitici, specialmente fra i club di A e B: Roma, Napoli e Fiorentina, ad esempio, dovrebbero appoggiare Abodi che si augura di avere 7/8 franchi tiratori nella Lega guidata da Beretta. In modo analogo Tavecchio è convinto di avere una decina di consensi nella Lega dei cadetti.

Per decretare il vincitore, bisognerà arrivare al terzo scrutinio a maggioranza semplice: troppo alte le percentuali previste nelle prime due votazioni, rispettivamente il 75% e il 67%. Più Tavecchio di Abodi, insomma. Ma Ferrero, presidente della Samp, la pensa diversamente: «Sarà una gara all'ultimo voto e, secondo quel che mi risulta, Abodi è in vantaggio. Io sono a favore del presidente uscente che ha svolto un buon lavoro ed è giusto che possa portarlo a termine nel prossimo quadriennio. Ma lo sfidante rappresenta il cambiamento, la novità, in B ha fatto bene».

Il diverso posizionamento di giocatori e allenatori, sempre a braccetto fino a qualche tempo fa, ha provocato una netta frattura fra i presidenti Tommasi e Ulivieri per il fatto che quest'ultimo ha spostato le sue preferenze su Tavecchio e vuole andare avanti per conto proprio. «Alla base della scelta, la garanzia di una presenza capillare dei nostri tecnici sul territorio», il pensiero di Ulivieri. E l'Assoallenatori potrebbe decidere la contesa con il suo 10% facendo il verso al partito socialista che, a parità di peso, decideva i governi della prima repubblica. Gli arbitri, come forza di servizio, dovrebbero astenersi nelle prime due votazioni, salvo esporsi a favore di Abodi nella terza. Nella precedente assemblea appoggiarono Albertini, perché dovrebbero cambiare fronte dopo aver considerato "inesistente" questa federazione? Di certo, nessuno dei due cambierà il format dei campionati, non lo vogliono le Leghe. Tavecchio s'aggrappa alla riduzione delle rose, alle novità normative e al peso internazionale. Abodi, che predica trasparenza, vorrebbe ripetere l'esperienza di Malagò che da sfavorito divenne presidente del Coni.

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