Leggi il settimanale

Toro, tutto questa sera. Riprendersi il derby e spogliare la Signora

Toro, tutto questa sera. Riprendersi il derby e spogliare la Signora
00:00 00:00

Quarantasette, morto che parla. Se il Toro stasera batte la Juventus nel derby compie almeno un paio di miracoli ma anche tre: può interrompere un digiuno lunghissimo - sono passati più di 11 anni dal 2-1 griffato Pirlo, Darmian e Quagliarella del 26 aprile 2015 -, chiudere finalmente in faccia alla Vecchia Signora le porte della Champions già abbastanza socchiuse e soprattutto dare un qualche senso all'ennesima stagione persa, da buttare. In palio non c'è il magro bottino dei 47 punti ma l'obbligo di ridare ai tifosi del Toro una ragione per continuare a sostenere questa squadra, che il tremendismo granata se l'è bello che dimenticato. Lo abbiamo visto con gli spalti semideserti dell'Olimpico, solo 6mila nostalgici hanno applaudito i campioni d'Italia del 1976 mescolati alle vecchie glorie degli anni Novanta, quando il Toro galleggiava agevolmente nella zona Champions con giocatoroni con appena un po' di palle che oggi farebbero impallidire mezza Serie A.

Qualcuno nell'ambiente granata spera almeno nel pareggio per fare un dispetto ai cugini in crisi (bianco)nera, perché come Gigi Buffon teorizzava "meglio due feriti di un morto": è pacifico però che il tecnico Roberto D'Aversa in questo derby della Mole si giochi la riconferma solo con una vittoria, anche non convincente anzi meglio. Lui ha chiesto ai suoi una notte indimenticabile per chiudere in bellezza, certe partite prima che in campo si decidono negli spogliatoi o perfino nell'intervallo, più della tecnica e delle strategie dopo uno svantaggio che appare incolmabile contano il cuore e la determinazione. In tanti se ne andranno dopo i Mondiali, inutile negare che - con D'Aversa come qualcuno spera per gli sprazzi di buon gioco visti, o senza - per il Toro sarà l'ennesima estate della rifondazione.

Ma per ricostruire una squadra serve che chi se ne va lasci tracce di granatismo a chi arriva, servono istantanee più fresche e imprese da tramandare a chi avrà il privilegio di indossare una casacca gloriosa, più nobile di molte altre maglie impreziosite da scudetti e stelle di cartone ma impolverata da troppe mediocrità e tante umiliazioni. Non sono passati veloci, questi anni feroci. Ma basta una sola notte magica a cancellare (quasi) tutto.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica