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Tre settimane di Grande bellezza. Peccato sia finita

Un Giro eccezionale. Troppo bello, in tutti in sensi: sulle strade, in corsa e davanti alla tivù

Da Gerusalemme a Roma sarà il Giro delle religioni E passerà per il deserto

Un Giro eccezionale. Troppo bello, in tutti in sensi: sulle strade, in corsa e davanti alla tivù. Sotto l'aspetto agonistico non potevamo, noi appassionati, sperare di meglio. È stato un Giro bello, incerto e combattuto. Abbiamo assistito a tre settimane di rara bellezza. Mi sono divertito come pochi, fino alla fine, e non posso che rallegrarmi e festeggiare la vittoria di Tom Dumoulin, che ha meritato di vincere questo Giro d'Italia numero Cento.

Bravo, bravissimo anche il nostro Vincenzo Nibali. Il siciliano non lo scopriamo certamente oggi, lui è una garanzia e, lasciatemelo dire, una leggenda del ciclismo italiano. Ennesimo podio per questo ragazzo di 32 anni, che per pochi secondi non centra il secondo gradino del podio. Secondo me se lo sarebbe meritato. Bravo Quintana, anche se dallo scalatore colombiano mi aspettavo qualcosa di più, soprattutto sul suo terreno: la salita.

Bello dicevo questo Giro, sulle strade, che io ho frequentato nelle ultime tre tappe. Un bagno di folla che conferma l'amore del nostro Paese per uno sport di assoluta bellezza. Ma brava anche la Rai, che ha fatto un lavoro egregio, irradiando nelle case di noi appassionati immagini bellissime, di un Paese incantevole. Unica nota stonata: il Giro è finito. È un vero peccato.

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