Sarà anche vero che i numeri sono solo numeri e che le statistiche sono fatte per essere battute. Però, per rendere l'idea della grandezza di un giocatore, servono anche quelli. E così, dopo la tripletta dell'esordio contro l'Algeria, Leo Messi ieri ha battuto altri due colpi e, dopo avere sbagliato un rigore a inizio gara contro l'Austria, ha pensato bene di rifarsi: la rete con cui l'Argentina si è portata in vantaggio prima dell'intervallo sinistro di prima intenzione dopo un velo di Almada è stata allora quella che gli ha permesso di superare il tedesco Klose diventando il miglior cannoniere nella storia dei Mondiali: 17 gol (poi diventati 18, grazie all'ennesimo sinistro vincente in pieno recupero) contro 16 e primato che magari non durerà per sempre (Mbappé, decisamente più giovane della Pulce, è già a quota 14), ma che intanto regala altri contorni alla grandezza del giocatore. Il quale, dopo due partite, ha già fatto capire che non intende vivere questa edizione del Mondiale come un dolce accompagnamento verso la pensione: domani compirà 39 anni, ma il talento non ha età e nemmeno la voglia di andare a caccia di un bis iridato che non è riuscito nemmeno a Maradona.
Il rigore sbagliato il terzo da parte sua nelle fasi finali di un Mondiale, dopo quelli contro l'Islanda nel 2018 e la Polonia nel 2022 - è diventato così il prologo ad altre magie: intorno a lui (122 reti in 201 presenze con l'Albiceleste), una squadra che fa di tutto per agevolarlo e coccolarlo, proteggendolo in ogni zona del campo per farsi poi trascinare verso l'ennesimo sogno. Nessuna gelosia, solo devozione: Lautaro Martinez ovviamente non si è nemmeno azzardato a provare ad avvicinarsi al dischetto dopo avere subìto il fallo da rigore da parte di Posch e poco importa se anche ieri non è arrivato il suo primo gol in una fase finale dei Mondiali.
La partita è stata anche sufficientemente equilibrata: l'Austria ci ha messo il giusto ordine e la proverbiale grinta mista a ruvidezza, arrivando però raramente dalle parti di Martinez, che a inizio ripresa ha comunque mostrato buoni riflessi sulla punizione di Sabitzer.
Né ha sortito particolare effetto l'ingresso dell'ex italiano' Arnautovic: la squadra di Rangnick andrà a caccia del secondo posto nel girone contro l'Algeria. Il primo andrà ovviamente a Messi e ai suoi fedeli compagni: come era ovvio che fosse.