Il tris nel vento di Sofia, il coraggio di Paris

Goggia, terza vittoria nella libera. Dominik, podio sulla Streif

Come Marta Bassino in gigante, anche Sofia Goggia in discesa sembra non avere rivali. Terza vittoria per lei in quattro gare, netta superiorità tecnica e di atteggiamento, sci veloci e un po' di malumore solo per il vento, che ieri ha condizionato moltissimo la prima delle tre prove veloci previste a Crans Montana. Un bel po' di chilometri più a est, ancora lui, il vento, ha dimezzato la discesa maschile di Kitzbühel, interrotta per due brutte cadute, poi fermata, ripartita e infine convalidata dopo il numero 30, quando al via c'erano ancora 25 atleti. La Svizzera festeggia tristemente la prima vittoria sulla Streif di Beat Feuz, perché Urs Kryenbuhel, caduto rovinosamente sul salto finale, chiude all'ospedale una stagione cominciata in gloria con due podi. La diagnosi: commozione cerebrale, clavicola destra rotta e legamenti del ginocchio destro distrutti. È andata un po' meglio a Ryan Cochran Siegle, che si è solo incrinato una vertebra cervicale. La buona notizia dall'Austria è il ritorno sul podio di Dominik Paris, che a un anno dall'infortunio al ginocchio chiude terzo e si emoziona. Quando il gioco si fa duro Domme c'è, la forza del discesista è quella di non spaventarsi di fronte alle condizioni più difficili, anzi. Ancora una volta la Streif lo ha esaltato, perché quando bisogna andare al limite sapendo di non potersi permettere il minimo errore, lui è fra i pochi a saperlo fare.

Come Paris la Goggia, quasi delusa per la facilità e la lentezza della pista svizzera, accorciata di una ventina di secondi (sempre causa vento) e ammorbidita dalla nevicata notturna. L'Italia femminile continua la sua corsa alla vittoria numero 100 (siamo a 99) e già oggi Sofia potrebbe centrare lo storico traguardo, dopo aver raggiunto quota dieci nel bottino personale. Delle 17 gare femminili disputate in questa stagione, sette le hanno vinte Bassino e Goggia (4 a 3), mentre all'appello manca ancora Federica Brignone, ieri nona a soli 2/10 dal quarto posto di una sorprendente Petra Vlhova. Per oggi, discesa bis sia per le donne che per gli uomini, la speranza è che il tempo sia uguale per tutti e che il salto finale della Streif, 70 metri di volo a oltre 145 km/h dopo due minuti di fatica, venga limato. Spettacolo sì, gioco al massacro no.

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