Tutto il calcio ora per ora, oggi in serie A. Corretta la vecchia formula con Roberto Bortoluzzi e la sua squadra, bei tempi quelli, stavolta il raduno è causato da urgenze di classifica ma non per l'assegnazione del titolo, nel caso ci sarebbe stata una giustificazione oggettiva, ma per conquistare, il verbo è ideale, un posto per la prossima champions league, la cassa innanzitutto, l'onore ormai è andato. A San Siro celebrazione per lo scudetto dell'Inter e per la doppietta dell'esordiente Chivu, risultato propagandato come unico, esclusivo, storico, forse non avendo consultato l'almanacco che registra tale Andrea Pirlo, debuttante allenatore della Juventus, vincitore di coppa Italia e supercoppa italiana ma questi sono asterischi, il football nostrano è agli ultimi respiri, mancano venticinque giorni all'inizio del mondiale e noi siamo qui a discutere sul futuro di allenatori e presidenti federali e no, mentre non si hanno notizie di arrivi di fuoriclasse. Calendario buffo, a mezzogiorno cinque partite partiranno in rigorosa contemporaneità ma, dopo minuti cinque, al primo imprevisto, infortunio, var, salterà la sincronia e la cronaca tornerà ad essere farsa. Derby capitale in molti sensi, fibrillazione per il comportamento della tifoseria, cento metri più in là quelli del tennis sperano di respirare aria buona dopo lo smog di mercoledì notte, ma non c'è da fidarsi. A Torino derby toscano tra Spalletti e la Fiorentina, un'altra toscana, il Pisa ormai retrocesso, aspetta il Napoli, quindi sul lago di Clooney sembra facile per il Como contro il Parma, infine rischio enorme a Marassi per Allegri e il Milan contro il Genoa di De Rossi.
Si prevedono colpi di scena anche a sera, fermenti per il Lecce a Reggio Emilia contro il Sassuolo e per la Cremonese a Udine. Scritto così, sarà l'ultima giornata a decidere il totale, sempre che la Lega di Simonelli non ripeta la sceneggiata. In tutti questi casi è sempre una questione di denari. Viva lo sport.