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Udinese e Dea spaventano. Sono in vetta e senza coppe

La strana coppia di provinciali che veleggia ai vertici della A e che domenica si sfiderà alla Dacia Arena

Udinese e Dea spaventano. Sono in vetta e senza coppe

La strana coppia di provinciali che veleggia ai vertici della A e che domenica si sfiderà alla Dacia Arena. Ma se l'Atalanta ci ha abituato ad exploit recenti nel nostro campionato (vedi i tre terzi posti tra il 2018 e il 2021), l'Udinese non era mai partita così bene nel massimo campionato che gioca ininterrottamente dal 1995. Non a caso i due club vantano un saldo attivo sul mercato negli ultimi anni: +172 milioni di euro quello di patron Pozzo, in sella dal 1986, +162 quello degli orobici. Con i soldi ricavati dal trading dei giocatori si finanziano e si rilanciano continuamente. E poi, dato non da poco, entrambi non giocano le Coppe e quindi possono concentrarsi solo sul campionato.

La Dea, mancato il piazzamento europeo dopo 5 stagioni, sembrava indirizzata verso la fine di un ciclo. Nonostante il 19 febbraio scorso fosse nata una partnership tra il fondo statunitense Bain Capital e la famiglia Percassi. E invece Gasperini (foto), che a Udine festeggerà le 300 panchine con l'Atalanta, ha saputo cambiare pelle alla sua squadra: in campo è più corta e aggressiva, ma anche più cinica, miglior difesa (3 gol subiti) dopo aver abituato per anni a un attacco prolifico. I segreti? Il ricambio generazionale e la mediana con Koopmeiners e De Roon punti di riferimento.

L'Udinese, dopo una partenza non facile (il poker incassato dal Milan e il pari con la Salernitana), ha infilato sei vittorie di fila - due con Roma e Inter - di cui quattro arrivate da una situazione di svantaggio. È una sorpresa ma non è un caso: lo scouting a livello mondiale dei giocatori è da decenni il punto di forza del club. Poi il tecnico Sottil, già giocatore dei bianconeri: il suo calcio è molto fisico, verticale e veloce. Infine i calciatori, di cui 9 diversi a segno: dal Deulofeu maturato al Beto centravanti lungo (già 5 reti, ricorda Bierhoff) fino all'argentino Pereyra anima del gruppo come lo era Sensini, ai due sloveni low cost Bijol e Lovric e al 19enne Udogie, unico italiano insieme al portiere Silvestri.

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