MilanoIl cantabasket porta sul palcoscenico per la finale di coppa Italia Varese e Siena, il nuovo che avanza e ti coinvolge, la tradizione che resiste a tutto, infortuni, crisi, la Cimberio anema e core, il Montepaschi che, almeno sul campo di basket, può riproporsi come squadra da battere.
Varese elimina Roma (81-71) trovando il suo profeta in Dusan Sakota,21 punti, una sentenza nel tiro da 3 (5 su 7). Siena rimonta 13 punti di svantaggio nel terzo quarto ed elimina Sassari (81-71) ringraziando Daniel Hackett e il suo furore in combattimento perché oltre a segnare 19 punti ha anche guidato una ciurma di pirati, piccoli e cattivi, per l'assalto finale quando Banchi, che ha perduto di nuovo il Ress dei miracoli che gli aveva incanalato bene la partita , ha rinunciato ai centimetri e alle smanie di protagonismo del cannoniere Brown per andare all'assalto della banca sassarese.
Per strani giochi delle stelle i due protagonisti delle semifinali sono due ex giocatori della Pesaro che adesso soffre tanto in fondo alla classifica. Sakota, nato a Belgrado, passaporto greco, tre anni fa ebbe un incidente gravissimo sul campo, ha rischiato la vita, è rimasto in ospedale tanto, poi negli ultimi due anni ha trovato posto prima in Siberia e poi ad Ostenda, ma nella nuova Varese si è ritrovato il grande talento che sembrava perduto. Per Hackett la voglia di andare in caccia grossa, perché è il più motivato, in una squadra sfinita da una grande Eurolega, dagli infortuni, convinto di essere ancora nel posto giusto e se oggi dovesse dare a Siena la quinta coppa Italia consecutiva metà della sua missione sarebbe compiuta.
Roma esce a testa alta. Bella squadra, allenatore capace di prendere il meglio da gente che non era proprio quotata, anche se ieri gli è mancato molto Datome, 4 su 15 al tiro.
Varese insegue la coppa che manca da quarant'anni
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