Vela, ecco come sarà la prossima America's Cup

Primi sfidanti gli inglesi. Bertarelli medita di tornare con Alinghi e intanto i Kiwi litigano

Vela, ecco come sarà la prossima America's Cup

Le indiscrezioni erano vere: il Royal Yacht Squadron Racing, ovvero Ineos, ha presentato la sfida per la 37ª America's Cup, ed è divenuto il Challenger of Record, il ruolo che era del Circolo Vela Sicilia e dunque di Luna Rossa.

Dell'accordo tra New Zealand e Ineos al momento sono noti alcuni punti preliminari. Intanto rende le regole di nazionalità molto rigide. Se tornano Luna Rossa e American Magic non avranno difficoltà a conservare i velisti come Jimmy Spithill, che ha partecipato a questa edizione. La regola è voluta per accontentare i puristi ma anche per evitare la fuga dei velisti neozelandesi verso team generosi. New Zealand infatti ha pochi denari da investire per tenere sotto contratto la squadra e deve agire subito per tenerseli a casa.

Uno dei possibili nuovi datori di lavoro per il team poteva essere Ernesto Bertarelli, che vorrebbe tornare con Alinghi: in Svizzera esistono buon velisti, non i medagliati che servono sugli AC75. Lo stesso vale per il possibile ritorno dello svedese Torbjörn Törnqvist con Artemis.

I team di paesi che non hanno mai partecipato possono ricevere una deroga. Si potrà costruire una sola barca della confermata classe AC75, chi è nuovo è costretto a comprare una barca usata, finanziando un avversario, e non potrà essere competitivo.

Gli aspetti tecnici tuttavia sono meno importanti di quelli economici e politici. Grant Dalton, avido leader maximo di Team New Zealand non solo ha reso difficili i rapporti con Prada, che bene o male ha pagato l'evento, adesso sta ricattando il Governo neozelandese con la minaccia di portare la Coppa in Inghilterra e propone questo schema: se non mi finanziate per la difesa fra tre anni in Nuova Zelanda io scappo entro un anno in Inghilterra per un evento pagato da Ineos senza altri challenger. Si tornerebbe in Nuova Zelanda dopo tre anni, ma a quel punto i possibili sfidanti potrebbero aver rinunciato alle loro buone intenzioni.

Il Governo potrebbe anche dire accomodati, c'è dibattito e non tutti credono alla Coppa come evento costruttivo e si dice che gli amici di Grant stanno su un foglio e per

i nemici serve un elenco del telefono. Se il Governo dovesse accettare di aprire il portafoglio vorrà imporre un'organizzazione davvero autonoma e non controllata da Dalton stesso.

Questo almeno sarebbe un passo positivo.

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