Da imprescindibile (o quasi) a oggetto misterioso più o meno sparito dai radar. Il calcio macina e consuma: se non sei al top e magari ci si mette di mezzo un po' di sfortuna, fai in fretta a finire nell'oblio. Mirko Zorro Vucinic ne è un esempio: nei primi due anni alla Juve era l'attaccante cui Conte non rinunciava mai, adesso è bersagliato da contrattempi e infortuni ma la sensazione è che, se anche fosse al top, Llorente gli sarebbe davanti ché di Tevez manco bisogna dubitare. Risultato: dopo essersi riguadagnato la titolarità nel corso di un'estate in cui il Re Leone non andava avanti manco con le spinte, il montenegrino non ne ha più imbroccata una a partire dall'infortunio ai flessori patito contro il Galatasaray lo scorso 2 ottobre. Non solo per colpa sua, ovviamente. Però il resoconto dell'attuale stagione è sconsolante: non segna dal 31 agosto (contro la Lazio, unico gol in quattro mesi di impegni ufficiali e comunque il suo centesimo nei campionati professionistici italiani), è stato titolare solo quattro volte in campionato più una in Champions (357' in totale: solo Giovinco, tra gli attaccanti, ha passato meno tempo sul prato) e, insomma, c'è poco da esserne soddisfatti. Il dato forse più preoccupante è che, dopo lo stop contro i turchi, Vucinic ha giocato nove minuti contro il Livorno (24 novembre), altrettanti contro il Copenaghen tre giorni dopo cui ne sono seguiti ben 38' nella trasferta di Bologna del 6 dicembre: 56 minuti in tre mesi e basta così. In mezzo, problemi a un ginocchio, influenze e acciacchi assortiti che - per fortuna della Juve - sono stati bilanciati dall'esplosione di Llorente.
Domenica, contro la Roma che è stata sua per cinque anni e contro la quale in carriera ha segnato due gol vestendo la maglia del Lecce, quasi sicuramente non gli tornerà il sorriso: il ginocchio, pur in miglioramento, è ancora lì che fa qualche bizza e comunque adesso le gerarchie sono chiare. Prima l'Apache e il Re Leone (16 gol in due: solo Higuain-Callejon e Cerci-Immobile hanno fatto meglio), poi il resto. Al punto che, con il contratto in scadenza nel 2015 e la corsa Champions prematuramente interrotta, proprio Vucinic potrebbe partire di qui a poco: Tottenham, Arsenal (il favorito), West Ham e Zenit San Pietroburgo hanno mostrato interesse nei suoi confronti e nei prossimi giorni qualche approfondimento ci sarà, anche se per il momento lui non brama dalla voglia di lasciare Torino e l'Italia. Sposato con Stefania, ragazza conosciuta a Lecce, e papà di due bimbi, gli toccherebbe cambiare abitudini e immergersi in una realtà nuova: a 30 anni si può fare e ci mancherebbe altro, ma qui subentra l'indole dell'uomo più che del giocatore. E incidono anche i desideri e le comodità della famiglia, come capita spesso non solo nel calcio: rimanere in Italia sarebbe insomma meglio e si è vociferato anche di un interesse di Inter e Napoli nei suoi confronti.
Si vedrà.
Vucinic, l'«imprescindibile» con la valigia
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