Vuelta 21° tappa: presentazione percorso e altimetria

L'atto conclusivo della Vuelta 2014 è una cronometro individuale di 10 chilometri a Santiago de Compostela. L'ultima volta che la corsa spagnola si concluse con una crono risale addirittura al 2004. Sarà poco più di una passerella, visto che i giochi per le prime posizioni sono già fatti

Tributo alla Spagna religiosa, nella crono dell'ultima tappa della Vuelta

L'ultima frazione del Giro di Spagna è un omaggio alla tradizione religiosa: i dieci chilometri di cronometro, infatti, si disputano nella parte finale del celebre "Camino di Santiago", percorso da un gran numero di fedeli. Il Puerto de Ancares ha cristallizzato le gerarchie della top five, e per i primi questa breve crono sarà una sorta di passerella finale dopo tre settimane di fatiche. Qualche lotta sul filo dei secondi si vedrà nelle posizioni di rincalzo, fra Sanchez e Martin che si giocano il sesto posto e fra Navarro e Caruso, con l'Italiano che si impegnerà per strappare il nono posto allo spagnolo. Per il resto, la frazione avrà ben poco da dire, anche dal profilo altimetrico dato che si tratta di una prova completamente piatta.

L'unica insidia arriverà dalla planimetria, soprattutto nella prima parte; le curve sono numerose e obbligheranno i corridori a rilanciare il ritmo continuamente e alcuni potrebbero pagare più di altri uno sforzo di questo tipo. La partenza è situata davanti alla Biblioteca de Galicia e, dopo poco meno di dieci chilometri, gli atleti giungeranno dinanzi alla Cattedrale di San Giacomo. Soltanto il tratto centrale sorride agli specialisti, che potranno distendere sull'asfalto tutti i loro cavalli su strade ampie e dritte. Nel complesso non è una prova per cronomen puri, anche alla luce del fatto che nell'ultima cronometro di un grande giro contano più le energie rimaste rispetto all'abilità contro il tempo.

Lo sforzo sarà breve e intenso, poco più di dieci minuti, e i distacchi dovrebbero essere abbastanza contenuti. Senza più Cancellara, il favorito d'obbligo è Tony Martin, che punta ad un altro successo di tappa per avvicinarsi col morale alto al Mondiale. Froome potrebbe sorprendere, ma il tratto iniziale ricco di curve non gli si addice. La conclusione a Santiago unisce la tradizione religiosa a quella ciclistica: l'ultima volta che la Vuelta non si concluse a Madrid risale al 1993 e la corsa terminò proprio a Santiago de Compostela, pure allora con una cronometro individuale. La prova fu più lunga, 44 km, e rischiò di stravolgere la classifica: a vincere fu Zulle, che insidiò il primo posto di Rominger in una Vuelta in cui sventolava alta la bandiera svizzera. I due corridori elvetici conclusero al primo e al secondo posto, con Zulle che rimase leader nella prima parte di corsa per poi essere scavalcato dal connazionale.

La cerimonia finale incoronerà Contador, per la terza volta re della Vuelta su tre partecipazioni, che salva il bilancio di una stagione caratterizzata dalla caduta al Tour. Stesso discorso per Froome, che deve accontentarsi del secondo posto. Gli incidenti alla Grande Boucle, però, hanno garantito un parterre de roi in Spagna, una sfida fra giganti in cui sono mancati solo Nibali, che aveva obiettivi diversi, e Quintana, caduto quando la corsa stava entrando nel vivo. Al termine della premiazione, calerà il sipario sulle grandi corse a tappe. Appuntamento a maggio 2015, quando comincerà il Giro d'Italia.

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