Cronaca locale

La Spreafico finisce in Purgatorio

La «Commedia» di Dante va in scena per un’ora

Valentina Fontana

«Sto percorrendo tutta la Divina Commedia. Dopo l'Inferno ora il mio viaggio continua nel Purgatorio, per poi arrivare a ottobre nel Paradiso Terrestre».
Per Marina Spreafico «Un'ora con Dante: in Purgatorio» fino a domani all'Arsenale - significa entrare nel capolavoro letterario da un punto di vista ancora inesplorato, per scoprire quanto di teatrale si nasconde nel viaggio del sommo poeta.
«Affronto da quattro anni la Divina Commedia dal punto di partenza che mi appartiene, il teatro - continua l'ideatrice del progetto - sentendomi autorizzata nell'operazione dallo stesso titolo scelto da Dante per la sua opera. Non a caso si chiama, Dante insiste a chiamarla sempre anche nelle sue lettere, Commedia, non tragedia. Questa è la chiave, la mia chiave per una lettura diretta e viva. Presa alla lettera, la Divina Commedia rivela l'azione che la genera e, a parer mio, un suo senso più profondo».
Commedia dunque come libro d'azione, Commedia come rappresentazione, Commedia letta e vissuta dalla Spreafico partendo dal cuore dell'azione da cui sgorga quello che Dante scrive.
Ma non solo. «“Un'ora con Dante” vuole essere anche un invito al pubblico a partire in viaggio con il poeta attraverso le sue parole - spiega l'attrice -. Questo è infatti l'altro elemento fondamentale del mio lavoro: ridare alla parola il suo corpo e il suo raggio d'azione, senza retorica né idee preconcette e senza entrare nello sterminato campo delle interpretazioni e dei commenti, ma soltanto per esplorare il mondo della lingua dantesca, del suo suono e della sua magia».
Ma come si può vedere, sentire e rivivere ciò che il poeta immagina, e aderire profondamente alla lingua madre attraverso il suo stesso padre? Come si può concretamente far percepire questo senso fisico al pubblico?
«Non è facile spiegarlo, - risponde la Spreafico -. Sul palco io leggo, parlo, rileggo. E poi evito accuratamente la descrizione visiva, mi interessa far immaginare il pubblico».
Per questo il pubblico, fedele da tre anni all'ora dantesca, viene immerso in una scena in cui la parola, la lettura, l'immaginazione, o meglio la Commedia è l'unica protagonista. Nessun gioco di luce, solo muraglie molto trasparenti, strisce che salgono e ricadono, colore, grigio per un Purgatorio naturalmente più velato rispetto alle tinte pesanti dell'Inferno.

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