Caro Cervi, parliamo di imprese e lavoro. Molte aziende si avvalgono di ciò che è possibile per legge, proponendo a esempio contratti a progetto o a 1-3 mesi. Questo potrebbe banalmente sembrare che comporti solo un continuo spostamento di forza lavoro da un posto allaltro, ma la forza lavoro in termini di numero di dipendenti occupati sul territorio italiano resta comunque identica. Se non fosse che di sicuro, al di là delle problematiche personali, che di sicuro non sono indifferenti, comporta indubbiamente anche dei tempi morti, tra un lavoro e laltro, dato che, con la crisi che cè o si cavalca, immagino che siano pochi i dipendenti così fortunati da riuscire a passare da un contratto a termine allaltro senza tempi morti.
Ma cè anche laltro problema: il numero ingente di aziende che in questi ultimi anni ha usufruito di leggi volte a garantirle in caso di crisi, per licenziare dei dipendenti e ridurre il personale. Il ragionevole dubbio che alcuni se ne approfittino non credo appartenga solo alla sottoscritta: in questo modo meno dipendenti svolgono la stessa mole di lavoro e il guadagno netto sale. Ma esistono di sicuro anche aziende che davvero non ce la fanno più e affogano nelle tasse e vanno in rosso e quindi, a malincuore riducono il personale, non aiutate da leggi che fanno acqua.
La stanza di Mario Cervi
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