la stanza di Mario CerviDistinguiamo bene gli errori politici dagli atti criminali

L'attentatore di Palazzo Chigi era un muratore disperato per essere rimasto senza lavoro. Non erano i due carabinieri i suoi bersagli. C'era una persona più importante da colpire ed era all'interno del palazzo. Il colpevole che ha portato a questo stato di esasperazione milioni di italiani è Mario Monti. Ovunque ha messo le mani ha portato disastri e miserie, in particolare il blocco dell'edilizia grazie all'Imu che nessuno ha voluto ma tutti hanno votato e alle sue amiche banche che non erogano più mutui. Non ricordo che tipo di giuramento pronunciò Monti. Letta ha giurato fedeltà alla Repubblica. Spero a quella italiana, perché il suo predecessore giurò obbedienza a quella Federale Tedesca sin dai primi giorni.
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Non ho nulla da ridire sulle critiche che Mario Rossi rivolge al governo Monti e che molti milioni d'italiani condividono. Ho molto da ridire, invece, su certi argomenti dialettici dal signor Rossi usati. Quando spiega che l'attentatore di piazza Colonna non avrebbe dovuto prendere di mira i carabinieri, avrebbe invece dovuto prendere di mira chi era, come presidente del Consiglio uscente, all'interno di palazzo Chigi, il lettore s'inoltra su un terreno minato. Con questo ragionamento chi governa male non è un politico impari ai suoi compiti, è un criminale degno delle peggiori punizioni. Intendiamoci, non è per niente escluso che i politici commettano reati. Ma di reati deve trattarsi se si vuole additarli al ludibrio della pubblica opinione, non di errori. L'esasperazione dei cittadini è comprensibile. Ma non legittima mai la violenza, e nemmeno autorizza a porre sullo stesso piano l'inadeguatezza dei governanti e la loro deliberata volontà di nuocere. Ripeto: capisco le accuse politiche a Monti, non ammetto che lo si ritenga un legittimo obbiettivo degli attentatori. E nemmeno che lo si ritenga sottoposto da un servile giuramento ai tedeschi. Grandinano i moniti a moderare i toni. Cerchiamo di farlo.

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