la stanza di Mario CerviI fautori del «no» a tutto ricevono il «no» delle persone oneste

Egregio dott. Cervi, in una sua Stanza in risposta al lettore Francesco Torre, Lei si chiede perché le forze di polizia si limitino a contenere i no-Tav. Il motivo è presto detto. Lei ricorderà quel carabiniere assurto agli onori delle cronache, nel marzo 2012, per aver sopportato stoicamente le provocazioni di un no-Tav durante l'occupazione della Torino-Bardonecchia. Quel milite venne premiato dal Comando Generale dell'Arma con un encomio solenne per aver fatto esattamente l'opposto di ciò che la legge gli imponeva e che la gente si aspetta dalle forze di polizia. Ma del loro disagio non importa a nessuno. L'importante è che tutto finisca senza conseguenze.
Lido di Venezia

Caro Codemo, le forze dell'ordine sono spesso alle prese, nei Paesi democratici, con situazioni difficili. Lo sono perché nei regimi di libertà la protesta e il dissenso sono - fortunatamente - leciti. Del che profittano provocatori organizzati per cercare l'incidente. Insultano poliziotti e carabinieri, li sfidano, li bersagliano d'oggetti o di sputi. Ci augureremmo tutti, quando assistiamo a scene di questo tipo, che gli aggrediti potessero reagire prendendo almeno a calci gli aggressori. Che sono tali proprio perché sanno di poter godere d'una quasi totale impunità. Si scatenano contro chi non è autorizzato a rispondere con la violenza alla violenza. Sono vili. Ma sanno di poter contare, qualora le forze dell'ordine usassero il pugno duro, sulla solidarietà di vasti ambienti per i quali gli uomini dello Stato sono sempre oppressori e gli uomini del disordine sempre animati da nobili intenti. Se un carabiniere - male addestrato e troppo emotivo - spara e uccide chi gli si avventa contro impugnando un estintore, l'ucciso diventa un eroe e un martire, molta sinistra lo indica come simbolo di alti valori. I no-Tav commettono una sfilza di reati, ma guai se gli agenti dell'ordine fanno qualcosa di più del «contenimento». Diventano aguzzini. Mi piacerebbe, e l'ho scritto, che si andasse oltre il «contenimento». Ma, ripensandoci, ho delle perplessità. Stando così le cose il carabiniere cui lei si riferisce ha probabilmente agito bene subendo impassibile le offese d'un energumeno, e il suo comando ha probabilmente agito bene premiandolo. Non è vero che dei disagi sofferti dalle forze di polizia non importi nulla a nessuno. Le ammiriamo e le ringraziamo. Anche perché sanno evitare scontri dai quali deriverebbe la canea degli pseudo-progressisti fautori del no a tutto. E dunque del regresso.

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