la stanza di Mario CerviUn viaggio nella magia dei fiordi per ricordare e divertirsi

Gentile Mario Cervi, ho appreso dalle pagine pubblicitarie del Giornale che lei non parteciperà alla prossima crociera nel Mediterraneo. Io sono da anni una sua fedele lettrice e ho avuto modo di apprezzare la sua compagnia in occasione degli incontri organizzati dal nostro quotidiano. Parteciperà a qualche prossimo appuntamento con i lettori? Non intendo perdere l'occasione.
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Cara amica, che si tratti di una promessa o di una minaccia la mia partecipazione è prevista. Come certi vecchi atleti devo dosare le mie forze, novanta minuti sono troppi per un veterano del pallone e due crociere ravvicinate sono troppe per un veteranissimo della nave. Potendo scegliere ho disertato il mare nostrum e virato verso il nord. Ossia verso il bellissimo itinerario che ci porterà nei fiordi norvegesi, in capitali del nord, in città storiche (21 luglio-28 luglio). Non indugio sui particolari che Stefano Passaquindici ha già raccontato e che immagino saranno riraccontati. Sto al personale. I fiordi mi attraggono per due motivi. Non li conosco (conosco invece Oslo, i giornalisti politici battono le capitali, non le bellezze naturali). E avrò inoltre l'occasione di accostarmi a luoghi e nomi di battaglie lontane, di quella guerra che Hitler scatenò ai primi d'aprile del 1940 contro la Norvegia e la Danimarca (un prologo all'offensiva sul fronte francese). Un norvegese si pose al servizio dei tedeschi, si chiamava Vidkun Quisling e divenne il più famoso esempio di governante fantoccio. Il re Haakon e i suoi ministri ripararono a Londra. Lo so, ho il vizio della storia e delle nostalgie, forse è inopportuno associare quei fatti lontani a una vacanza. O forse è opportuno per farci intendere quanto siamo adesso fortunati, nonostante i grossi guai del momento, visto che nei fiordi andremo a divertirci, non a sparare e a essere sparati.

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