LA STORIA «Il don è di sinistra» E il fedele cambia parrocchia

Un remake in stile Peppone e Don Camillo, con parroco e parrocchiano che mettono in piedi una scenetta strappa-sorrisi. A dividerli, dice il parrocchiano, sarebbe la politica. Ma va là, gli risponde l’altro direttamente dal suo ufficio. Monsignor Nicolai, che da circa dieci anni presiede la parrocchia di Santa Lucia, a due passi da piazzale Clodio, sentite le accuse mosse nei suoi confronti - ovvero di simpatizzare per il centrosinistra e di lasciare che le sue idee politiche trapelino durante la messa - casca dal pero con il sorriso che si conviene a un uomo che ha scelto di dedicare la propria vita al clero. «Pensare - dice, tra il divertito e lo stupito - che i miei colleghi mi ritengono un prete di destra». E se questo non dovesse essere sufficiente, aggiunge pure che nella sua parrocchia si è recato in visita ufficiale lo stesso Alemanno. Basterà? Macché. Francesco Maria Resse, il parrocchiano, ribatte: «Quando siamo andati in gita a Monterotondo - racconta - la prima cosa che ha fatto appena sceso dal pullman è stata di comprare la Repubblica, che non solo è un giornale di sinistra, ma per di più è laico».
Il problema, però, non è quale quotidiano compri monsignor Nicolai dall’edicolante. Bensì, secondo il signor Resse, è quello che dice (e, sopratutto, come) quando tiene messa la domenica. «Critica il Governo», s’infervora il parrocchiano. «Io non ho mai criticato nessuno, né mi sono mai permesso di fare riferimento alla politica del Governo», si difende il parroco. «Furbo lui - risponde Francesco Maria Resse - il fatto è che lo fa in maniera sottile, velata, senza ricorrere a nomi e cognomi, ma alla fine si capisce che è un comunista». A mandare su tutto le furie il parrocchiano è stata l’omelia del 23 agosto, nel corso della quale monsignor Nicolai si è soffermato sulla recente tragedia avvenuta al largo della costa maltese. «Mi sono semplicemente limitato a riportare quanto dichiarato dalla Cei - spiega don Nicolai - e ho parlato dell’indifferenza di chi, a bordo di pescherecci e imbarcazioni private, nonostante avesse avvistato i naufraghi non ha fatto nulla per trarli in salvo».
E sa alla fine della fiera si fosse trattato di un banale fraintendimento? Al parrocchiano, «indignato», l’interrogativo non piace. «L’ho ascoltato con attenzione - assicura - e nelle sue parole ho letto una critica alla politica sull’immigrazione dell’attuale maggioranza». «Ma se ho anche detto che sono d’accordo con il decreto su badanti e colf», alza le mani monsignor Nicolai. Fatto sta che tra i due questo ping-pong potrebbe andare avanti all’infinito. Alla fine l’unica cosa certa è che le loro strade sono sul punto di dividersi. Domenica don Nicolai terrà messa nella sua parrocchia. Mentre il suo ex parrocchiano si siederà sui banchi della chiesa di Santa Giovanna Antida, poco distante. Perché lui con questo parroco ha chiuso. E che sia di destra o di sinistra ormai poco importa.

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