La strana campagna della girovaga Bonino Dopo Firenze, Torino

Tra le tante anomalie di questa assurda campagna elettorale che (quasi) non c’è stata, c’è quella di una candidata, Emma Bonino, che sembra approfittare di ogni occasione per andarsene dalla regione per la cui presidenza è candidata: lo scorso fine settimana era a Firenze, ieri a Torino. Comportamento bizzarro, almeno rispetto alla consolidata abitudine dei candidati - da che voto è voto - di battere palmo a palmo il terrirorio di competenza anziché di andare a cercar gloria altrove.
Nella sua giornata sabauda, in realtà, Bonino ha detto la sua spesso e volentieri sul Lazio. E ha anche partecipato, in collegamento, a una tribuna politica su Rai Due disertata invece da Renata Polverini: «La mia avversaria ha fatto bene a non venire - ha detto sferzante l’esponente radicale - tanto la sua campagna elettorale la fa Berlusconi cin le sue telefonate fiume».
Poi Bonino ha partecipato a un videoforum organizzato da La Stampa, nel corso del quale ha parlato di tutto: di Marrazzo («non l’ho proprio mai sentito nella mia campagna elettorale»); di Storace («La prima riforma della sanità è che non ritorni lui, se no siamo veramente disperati»); della possibile futura giunta da lei guidata («certo che ho immaginato alcuni nomi, non sono mica Alice nel Paese delle meraviglie. ma il merito deve prevalere sulle appartenenze»); di Pannella («un incarico a lui? Perché no? Ma credo che lui non lo vorrà. Marco attraverso il suo impegno è una grande assicurazione per questo Paese contro il conformismo e la mediocrità»); della gestione della sanità (tradizionalmente i governi hanno sempre attribuito a presidenti il commissariamento, alcuni ritengo che essendo il presidente una figura eletta direttamente ha più responsabilità, altri pensano che la carica debba essere ricoperta da un soggetto terzo. Starà al governo scegliere: vedremo»); di potere in genere («il mio problema rispetto al potere di governo è sempre stato quello di averne avuto troppo poco. Ma credo si aver dato prova di affidabilità sia da commissario europeo sia da ministro per il Commercio con l’estero»); e di aborto («Anche la Polverini ha detto che per lei è una legge di libertà e civiltà»).

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