La figlia del cronista mondano (Gallucci, traduzione di Riccardo Duranti, pagg 511, euro 17), l'ultimo romanzo di Peter Orner sembra scritto nello stile quasi giornalistico de Il 42° parallelo, in cui Dos Passos fa frequente uso di ritagli di quotidiani e di un sostanziale flusso di coscienza. Per non dire niente del sapiente equilibrio tra lucidità da reporter e passionalità da narratore nel rievocare un fatto di cronaca ormai lontano, come ci ha insegnato Capote nel suo A sangue freddo. Quanto a Ellroy, paiono evidenti gli echi di Dalia Nera, un capolavoro, un concentrato di violenza ed emotività, con la sua ambientazione negli anni d'oro di Hollywood e nel bel mondo del cinema, tra gangster e pupe. Insomma, il quadro perfetto per la storia de La figlia del cronista mondano, che racconta un fatto sconosciuto ai più, la morte in circostanze sospette o, forse, non tanto sospette di Karyn Cookie Kupcinet, il 28 novembre 1963. In quella data, sei giorni dopo l'assassinio del presidente Kennedy, il corpo senza vita dell'attricetta ventiduenne, fragile e sola, fu rinvenuto nella sua casa di West Hollywood, finendo nel vortice delle teorie complottiste sulla morte di JFK che risucchiò molti altri personaggi in cerca d'autore. E un autore di fama Cookie lo conosceva bene: suo padre, Irv Kupcinet, di famiglia ebrea russa, un editorialista di successo e un vero pioniere dei talk show. Un uomo che conosceva qualsiasi persona che avesse un minimo di rilevanza e che, solitamente, aveva il privilegio di frequentarla. L'uomo che, inspiegabilmente, fece di tutto per tenere la morte della figlia sotto silenzio.
Peter Orner non smette mai di appassionare il lettore, regalandogli pure un piccolo colpo di scena finale.
Piccolo solo perché La figlia del cronista mondano è a tutti gli effetti un romanzo storico e, dunque, Orner non può inventare nulla. Ma il collo spezzato di Cookie, come evidenziato dall'autopsia, ha lasciato qualche domanda senza risposta. Perché, come dice nonno Lou, "Esci sempre da un'altra porta e non da quella da cui sei entrato".