Sud, sbloccati i fondi: 4,3 miliardi alla Sicilia

Via libera dal Cipe: sbloccati i fondi per le aree sotto-utilizzate (Fas) che saranno destinati all'isola. Berlusconi: "La Sicilia sarà un modello per le altre Regioni". Ma Franceschini: "E' una presa in giro. Tolti 35 miliardi al Sud". Lombardo: "Soddisfatti e rimborsati. Per ora"

Sud, sbloccati i fondi: 4,3 miliardi alla Sicilia

Roma - Il governo pone fine alla querelle estiva tra Nord e Sud, che aveva creato non poche tensioni in seno alla maggioranza, sbloccando i fondi promessi alla Sicilia. Con una manovra correttiva  Il Cipe ha sbloccato più di quattro miliardi di euro per la regione guidata da Raffaele Lombardo. Il ministro Tremonti sottolinea il significato politico raggiunto: "Chiuse per sempre le discussioni di un nord contro il sud. Creeremo una struttura per il sud. Non so se sarà una cassa per il mezzogiorno, ma il senso politico è quello".

Sbloccati i fondi Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, ha assicurato che il Cipe ha sbloccato 4,313 miliardi dei fondi per le aree sotto utilizzate (Fas) per la Sicilia con uno stanziamento che "avverrà in avanzamanto dei lavori". Il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo ha espresso "piena soddisfazione, il mio è un super Ok". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha spiegato che la Sicilia "sarà un modello per le altre regioni del Sud" per le quali ci potranno essere altri Cipe "anche durante la pausa estiva". Ma il leader democratico, Dario Franceschini, non ci sta e attacca: "E' una presa in giro. Il Sud è stato tradito da un anno di governo Berlusconi". Tra l’altro, hanno sottolineato lo stesso Franceschini e il responsabile del Mezzogiorno del Pd, Sergio D’Antoni, "sono stati tolti al Sud 35 miliardi e questo significa meno strade, meno sostegno alle imprese, meno ferrovie, meno tutto".

Il Sud diventa questione nazionale "Il mezzogiorno è una questione nazionale. Il presidente Berlusconi parla di un piano Marshall. Un piano che va operato con strumenti speciali", ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sottolineando che l’approvazione è "politicamente molto importante". "È il primo programma regionale presentato e approvato, altri sono stati presentati dopo e altri non sono stati presentati affatto - continua il titolare di via XX Settembre - il piano della Sicilia dopo una dialettica molto intensa  è assolutamente compatibile con gli obiettivi strategici della Sicilia e dell’Italia. Abbiamo aggiunto un addendum nella logica della collaborazione tra governo e regione: si gestisce l’avanzamento del piano con una dialettica che ha ad oggetto la gestione e il superamento di eventuali criticità. E le criticità saranno ragione di incontro non scontro". Ci saranno investimenti in strutture a supporto della legalità (caserme e carceri) e infine la fiscalità. Il governo ha deciso di avviare esperimenti di fiscalità di vantaggio (o speciale come si chiama con il federalismo) compatibili con il quadro europeo e logici nella nostra strategia.

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