Sul mercato c’è un po’ più di liquidità ma il credito resta ancora sotto «stress»

Il peggio sembra essere alle spalle. Tra ottobre 2008 e febbraio 2009 la stretta sul credito e la crisi economica avevano ingessato il mercato dei mutui, con le erogazione alle famiglie praticamente dimezzate. Ora i tassi ufficiali sono ai minimi storici: nell’area dell’euro siamo all’1%. In calo sono anche i tassi interbancari e c’è più liquidità disponibile. Ma in una congiuntura che comunque è ancora delicata, orientarsi tra le offerte per trovare il mutuo migliore non è facile.
Per fare un po’ di chiarezza sul settore, ne abbiamo parlato con Sergio Merisio, presidente di Capital Money, società attiva nella mediazione creditizia, partecipata dal gruppo Ubi Banca. Capital Money nel 2008, con 60 sportelli sparsi per la Penisola, ha intermediato finanziamenti immobiliari, erogati da alcune tra le principali banche, per un totale di 230 milioni di euro.
Con i tassi ai minimi siamo usciti dal tunnel del cosiddetto credit crunch?
«C’è una piccola ripresa, che si dovrebbe confermare nel secondo semestre, anche perché le banche ora hanno un po’ più di liquidità disponibile. Questo, però, non vuol dire che il mercato sia ritornato in uno stato di piena normalità, diciamo che il settore del credito è ancora “stressato”. Gli spread (la maggiorazione che le banche applicano ai tassi di mercato come l’Euribor) sono diminuiti, oggi la media del mercato e di circa l’1,80 sul variabile. Però le banche fanno molta più attenzione a concedere i mutui. È diminuita la cosiddetta redemption, la percentuale di finanziamenti accordati rispetto alle richieste ricevute. Quasi nessuno, poi, finanzia il 100% del valore dell’immobile».
Nei giorni scorsi le associazioni dei consumatori hanno fatto notare che i tassi fissi sono ancora alti, si arriva sopra il 6%...
«I nostri migliori mutui a tasso fisso, attualmente quelli erogati da Credem e da Barclays, hanno uno spread tra l’1% e l’1,25% sull’Irs. Vuol dire, per un mutuo ventennale, un tasso complessivo per il cliente tra il 5, 20% e il 5,45%. Sul variabile invece i più convenienti, sempre di Credem e Barclays, hanno uno spread dello 0,8%, che significa un tasso complessivo inferiore al 3%».
Il variabile, però, espone a dei grossi rischi. Cosa conviene fare?
«Certo se si vogliono evitare del tutto sorprese, è meglio scegliere il fisso. C’è, però, anche la possibilità di fare un mutuo a rata variabile accompagnato da un contratto cap, una sorta di assicurazione sul rischio del rialzo dei tassi: la rata non sale sopra un certo livello qualsiasi cosa avvenga ai tassi».
Come funziona e quanto costa?
«Semplicemente, dopo aver scelto il mutuo si sottoscrive questo prodotto finanziario, venduto dalla banca. Di solito ha una durata di cinque anni. Va notato che i primi cinque anni sono i più importanti, quelli dove l’interesse pesa di più sulla rata. Per un mutuo medio da 120mila euro si il costo è di circa mille euro in tutto».

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