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"Sul palco mi sento in vacanza dalla vita. Io mi schiero sempre con le mie canzoni"

Stasera parte il tour negli stadi: "Sarà un viaggio a ritroso nel tempo"

"Sul palco mi sento in vacanza dalla vita. Io mi schiero sempre con le mie canzoni"
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Tiziano Ferro, non capita a tutti di iniziare i concerti negli stadi con un brano che si intitola Sono un grande.

"Beh è molto potente. Serve a dare la carica".

Senza dubbio.

"Non ero abituato a questo nuovo modo di vivere, un modo nel quale ci si può stimare. Non a caso l'ultima canzone in scaletta è Xdono".

Perché?

"Perché la mia generazione era più abituata a chiedere perdono. Il mio concerto è una sorta di storia al contrario, dal presente al passato".

Tiziano Ferro inizia stasera a Lignano Sabbiadoro un tour che, tra l'altro, il 6 e 7 giugno passerà da San Siro, il 27 e 28 all'Olimpico di Roma per chiudersi poi il 12 luglio al Franco Scoglio di Messina con quattrocentomila biglietti già venduti, mica bazzecole. "Non sto a descrivere il palco perché so già che Vasco Rossi avrà qualcosa di più grande (sorride - ndr), ma di certo lo schermo è una roba che lo vedi da qui fino a Piacenza", esagera lui, sorridente e in forma, stringendo tra le mani un piccolo strumento per allenare il respiro: "No, non è per fumare le sigarette elettroniche", scherza. Non è stato un periodo facile per questo artista complesso che si è arrampicato sulla vita scegliendo quasi sempre una via arzigogolata, certo stimolante ma con il pedaggio più alto. L'alcolismo. La paternità. La separazione. Le polemiche. Ora inizia il suo nuovo giro negli stadi portandosi sottobraccio la versione deluxe del disco Sono un grande con cinque nuove collaborazioni (molto bella quella con Giorgia in Superstar) e due brani inediti, uno dei quali si intitola A Napoli scritto nel 2023 "ossia nell'anno più brutto della mia vita".

Che anno è questo?

"Diciamo che invidio i ragazzi nati in questa generazione, che è una sorta di Disneyland rispetto a quella nella quale sono nato io. Perciò ho deciso che voglio vivere in quinta".

Anche con le collaborazioni del nuovo disco è andato al massimo, da Lazza a Shiva, Ariete, Ditonellapiaga.

"Sì ricordo benissimo che nei dischi italiani degli anni Ottanta o Novanta c'era al massimo un duetto. Ma io sono cresciuto con dischi americani come quelli di Babyface che avevano anche sette feat.".

Però lei non ne ha mai fatti tanti.

"Spesso i big cui li chiedevo non erano pronti. Per quanto mi riguarda, io dico raramente di no alle collaborazioni".

Chi verrà a trovarla negli stadi?

"Tutti quelli del disco, ho avuto la conferma oggi. A San Siro il 6 giugno ci sarà Lazza, il 7 arriveranno Ditonellapiaga e Shiva, Giorgia verrà a Roma".

Quale Tiziano Ferro arriva sul palco stavolta?

"Non avrei mai pensato che un giorno il palco diventasse il mio day off dalla vita. Prima era l'unico posto nel quale potevo dire delle cose. Io ho sempre avuto problemi di, chiamiamola così, timidezza, ora li ho in parte superati".

Lei vive negli Stati Uniti.

"Vivo lì perché mi ci ha portato un progetto che non ha funzionato ma, se potessi, non ci vivrei più. Mi manca il mio paese, che ora festeggia gli ottanta anni di repubblica, mi mancano i miei amici e la mia famiglia, anche se non mi piace la deriva sui diritti civili".

I suoi figli?

"Per la seconda volta vengono in tour con me, che ne sono l'affidatario".

Le dichiarazioni di Francesco De Gregori hanno aperto il dibattito sull'opportunità degli artisti di schierarsi sul palco.

"Beh, i poeti, gli scrittori, i drammaturghi sono nati per provocare e anche io, quando penso che i miei bambini in Italia rischiano di avere meno diritti di altri mi arrabbio come una belva. Però io nelle mie canzoni mi sono sempre schierato. Ho cercato di creare intimità raccontando la mia verità sia sul palco che nella mia stanza".

A proposito, ci sarà l'intelligenza artificiale nel suo show?

"Ma dove? Al massimo dovrei usarla io, che non ricordo più i testi...". (sorride - ndr)

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