Sul sagrato il ricordo di Fiorello, Fazio, Baudo e Berlusconi

Subito dopo il funerale di Mike Bongiorno il ricordo commosso, sul sagrato del Duomo, dei tre personaggi dello spettacolo seguiti dal presidente del Consiglio

Sul sagrato il ricordo di Fiorello, Fazio, Baudo e Berlusconi

Milano - Era commosso, come tutti, ma ha avuto lo stesso la forza di scherzare e di fargli l'ultima piccola imitazione. Solo una battuta, che Mike senz'altro avrebbe gradito. Sul sagrato del Duomo di Milano Fiorello (seguito da Fazio, Baudo e dal premier Berlusconi) ha tenuto un breve ricordo del suo amico Mike: "Sono sicuro che lui ora mi direbbe - ha detto Fiorello imitando la voce di Bongiorno -: hai visto mi hanno dato il Duomo di Milano, a Baudo non l’avrebbero mica dato. Allegria!". Fiorello, con la voce rotta dall’emozione, ha detto di aver pensato tutta la notte su quali parole usare. "Se potesse parlare - ha esordito -: adesso mi direbbe: bravo, hai messo la cravatta!". Fiorello ha avuto parole anche per Daniela ("lui la chiamava la Daniela") e per i figli che ha detto, "dovranno andare avanti ora senza la sua presenza fisica".

Fazio: stima e affetto di un paese intero La grande partecipazione ai funerali di Stato in Duomo rappresentano, per Fabio Fazio, la dimostrazione che il presentatore "ha raccolto la stima e l’affetto di un intero Paese". "Mike è stato la tv e la tv gli ha dato popolarità e successo - ha detto Fazio -. Ma oggi qui Mike raccoglie qualcosa di più importante della popolarità e del successo: raccoglie l’affetto e la stima di un Paese intero, di tutti noi". E questo, per Fabio Fazio, è il successo più importante di una vita, che ha giudicato "meravigliosa e fuori dall’ordinario". "E questo perchè - ha concluso Fazio - Mike era un uomo autentico, era onesto, era una persona perbene. Ciao Mike". 

Baudo: era solista e noi coristi "Un fatto è certo: tutti quelli che fanno e faranno questo mestiere sono dei coristi, lui era un vero solista". Così Pippo Baudo, chiamato da Fiorello a porgere l’ultimo saluto a Mike Bongiorno, ricorda la loro presunta rivalità. "Una rivalità - ha sottolineato Baudo- che lui stesso incrementava perché diceva che la gente voleva sempre avere Coppi e Bartali". "L’idea che tu non ci sia più -ha proseguito Baudo rivolgendosi alla bara- non riesce a convincermi perchè la mia vita l’ho indirizzata guardando sempre a te, ispirandomi a te quando ho iniziato questo mestiere. Sei stato subito carino con me e mi hai sempre trattato con grande amicizia. Io ero allora un pivellino, adesso sono il più vecchio rimasto e sento il peso di questa eredità che hai lasciato". Baudo ha quiindi ricordato come ogni Natale Mike Bongiorno aspettasse con impazienza che da Militello gli arrivassero le arance del presentatore siciliano, contraccambiando con le mele del Trentino: "Io - ha concluso Baudo - continuerò a mandare arance ogni Natale alla tua famiglia".

Berlusconi: eroe della Resistenza Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha voluto ricordare Mike Bongiorno sul sagrato del Duomo, sottolineando anche la partecipazione alla Resistenza e il periodo di detenzione a San Vittore del presentatore televisivo. "Volevo lasciare un ricordo - ha esordito Berlusconi - agli uomini del mondo della televisione e dello spettacolo, a Fiorello, a Fazio, a Baudo, che sono stati negli ultimi tempi molto più vicini a lui di quanto non sono stato io. Non posso dimenticare una vita di lavoro comune, di amicizia, di entusiasmo e di passioni che ci hanno visti insieme". Berlusconi ha sottolineato nel suo intervento un aspetto della personalità di Mike Bongiorno: "Era un uomo semplice e per lui servono solo parole semplici: era un uomo buono, giusto, che faceva del rispetto verso gli altri, a partire dai più umili, il suo modo di essere costante. Era un uomo positivo, che guardava al futuro sempre con fiducia, e con ottimismo".

"Progetti per il futuro" Il premier ha quindi ricordato di avere trascorso una serata insieme a Mike Bongiorno qualche settimana fa: "Faceva progetti per il futuro. Era un italiano, un italiano migliore. L’italiano che ama la sua patria, per la quale è pronto a battersi. Lui era finito anche a San Vittore, rischiando la sua stessa vita di fronte al comune nemico. Era perciò un nostro eroe, un eroe della nostra resistenza, di quel movimento che ha restituito a noi la dignità e la libertà".