«Sulla procreazione i cattolici non disobbediscano al Papa»

L’intervento dei vescovi dopo le reazioni all’appello lanciato dal Pontefice

«Sulla procreazione i cattolici non disobbediscano al Papa»

Andrea Tornielli

da Roma

«Siamo perplessi di fronte ai cristiani che pensano che le indicazioni dei vescovi, appoggiate dal Papa, possano essere disattese...». Così monsignor Giuseppe Betori, segretario della Conferenza episcopale italiana, ha risposto ieri mattina a chi gli domandava quale sarà il giudizio dell’episcopato sui cattolici che decideranno di recarsi comunque alle urne, nonostante l’invito all’astensione da parte delle associazioni laicali e della stessa gerarchia.
All’indomani del discorso con il quale Benedetto XVI ha manifestato il suo appoggio all’azione dei vescovi, pur senza intervenire esplicitamente in merito alla scelta concreta del non voto ha appoggiato la linea portata avanti dal cardinale Camillo Ruini e dalla Cei, è ancora il tema del prossimo referendum sulla fecondazione assistita quello su cui si focalizza la maggiore attenzione mediatica. Il Papa aveva detto di essere «vicino» ai vescovi italiani «impegnati a illuminare le scelte dei cattolici e di tutti i cittadini» in vista dei «referendum ormai imminenti sulla procreazione assistita».
«C’è stato un unanime consenso, e sottolineo “unanime” - ha precisato Betori nel corso della conferenza stampa a conclusione dei lavori dell’assemblea generale della Cei - nei confronti della linea espressa dal cardinale Ruini sul referendum. I passaggi dedicati dal Pontefice a questo tema, vale a dire sostegno all’iniziativa che si concretizza con il non voto, sono stati sottolineati con due forti applausi dai vescovi».
Betori ha sottolineato l’importanza della frase che Benedetto XVI ha aggiunto a braccio nel corso del suo intervento di lunedì mattina: «Non lavoriamo per l’interesse cattolico, ma sempre per l’uomo, creatura di Dio». «Il nostro scopo - ha spiegato il segretario della Cei - è formativo: cerchiamo di aiutare tutti a trovare il modo più efficace per non peggiorare la legge 40. E questo mezzo è il non voto». Betori ha tenuto anche a precisare la scansione temporale degli eventi che hanno portato l’episcopato su questa posizione: «A gennaio, il cardinale Ruini ha detto che la legge 40, una normativa non “cattolica”, non andava peggiorata. La Chiesa italiana avrebbe valutato tutte le possibilità che le venivano offerte per far sì che la legge non venisse peggiorata. Successivamente si è costituito il comitato “Scienza e Vita”, formato da laici cattolici ma anche da non credenti: questo comitato ha deciso che il modo migliore per ottenere il risultato che si proponeva era quello di invitare a non votare. A marzo, il consiglio permanente della Cei ha fatto proprio questo invito».
E i cattolici che, nonostante l’appello dei vescovi e l’appoggio di Benedetto XVI all’iniziativa, decideranno comunque di recarsi alle urne, anche soltanto per votare «no»? «A me pare strano che il Papa manifesti la sua vicinanza ai vescovi e poi i cristiani possano comportarsi altrimenti. Siamo perplessi di fronte a chi pensa che le parole del Papa siano di sostegno alla posizione dei vescovi ma contemporaneamente permettano di disattendere quelle indicazioni che l’episcopato ha dato. Ci fermiamo qui. Dunque nessun giudizio...».
Monsignor Betori ha infine smentito che la Conferenza episcopale abbia finanziato la campagna astensionistica del comitato «Scienza e Vita». «La Cei non ha dato alcuna somma, e il comitato ha cercato i propri fondi come hanno fatto gli altri gruppi che hanno partecipato alla campagna referendaria».

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