Sabato in piazza Duomo il summit dei Patrioti europei. L'evento è confermato. Dopo il Comitato per l'ordine e la sicurezza tenutosi ieri in prefettura, la prevenzione è stata definita punto per punto: cordoni di agenti, controlli ai varchi, divisioni nette tra manifestanti e contromanifestanti, telecamere, intelligence, ambulanze e squadre di pronto intervento. Tutto per evitare problemi.
Beppe Sala è stato chiaro. Il sindaco ha preso atto della relazione di questura e prefettura: non esistono gli estremi per vietare la manifestazione. "Sono contrario al contenuto, ma non si può impedire", ha detto. Poi ha aggiunto la frase che pesa: "Spero sarà una cosa pacifica. Penso e spero che sarà così". Sala è preoccupato. Non nasconde il fastidio per quel termine, "remigration", che suona troppo duro alle sue orecchie. Ma la piazza è aperta a tutti, anche a chi porta idee che lui non condivide. In prefettura hanno lavorato con calma. Hanno ascoltato le richieste del Comune, hanno valutato i rischi delle contromanifestazioni di sinistra e hanno fissato le regole. Massima presenza di forze dell'ordine. Zone separate. Nessuna zona grigia. Sala ha insistito, ha chiesto garanzie, ma alla fine ha dovuto annuire. Milano non può bloccare una manifestazione legale. Può solo prepararsi al peggio e sperare che non arrivi.
Matteo Salvini non ha dubbi. Ha montato il gazebo in piazzale Velasquez, ha distribuito volantini. "Il termine remigration non compare sui nostri manifesti", ha ripetuto più volte. "Ma non mi spaventa. Siamo in democrazia, ognuno porta le sue idee". Le sue dichiarazioni più recenti sono nette: la sinistra che chiede di vietare è "roba da Iran o Venezuela". "Se fossi in Sala mi preoccuperei di più della contro-manifestazione degli antagonisti", ha detto. Per il vice premier e ministro dei Trasporti il tema vero resta lo stesso di sempre: sicurezza, contrasto all'immigrazione clandestina, pace reale nelle strade. Niente retorica, solo il problema che vede ogni giorno.
Oggi in Consiglio comunale Elena Buscemi, presidente dell'aula, presenterà l'ordine del giorno per condannare duramente i contenuti del summit. "Incompatibili con i valori della città", ha già detto. Il testo parla di propaganda xenofoba, di difesa dell'integrazione e della diversità. La richiesta iniziale di blocco è caduta dopo le risposte della prefettura, ma la presa di posizione resta.
I sistemi di sicurezza, dopo l'incontro in prefettura, sono questi: presenza massiccia, piani precisi per separare i flussi, controllo su ogni angolo di piazza Duomo. Sala resta preoccupato ma realista: "Non si può evitare". Salvini sorride: "Sabato saremo lì per sicurezza e per dire le cose come stanno". Milano si prepara. Da una parte i patrioti con Salvini, forse altri sindaci e voci europee. Dall'altra le contromanifestazioni pronte a scendere in piazza. Nessuno vuole incidenti, ma tutti sanno che il clima è carico. Il sole di aprile batterà sulla piazza. Le transenne saranno al loro posto. Le forze dell'ordine controlleranno. Le parole voleranno. È solo una manifestazione, dicono i più calmi. È l'ennesima prova di quanto sia spaccata questa città, rispondono gli altri. Sabato si vedrà chi ha ragione.
Per ora i fatti sono questi: l'evento si fa, la sicurezza è organizzata, Sala è preoccupato, Salvini attacca la sinistra, Buscemi condanna. Tutto il resto lo deciderà la piazza. Senza troppi giri di parole. Come sempre a Milano.